Calabria
Processo Jonny, definitiva la condanna a 8 anni per l’ex governatore della Misericordia
La Corte di Cassazione rende irrevocabile la condanna di Leonardo Sacco e conferma l’impianto accusatorio sull’infiltrazione delle cosche Arena e Nicoscia nella gestione del centro di accoglienza di Sant’Anna a Isola Capo Rizzuto. La scorsa settimana la Cassazione aveva anche reso definitiva la condanna ad otto anni dell’ex parroco di Isola Capo Rizzuto, don Edoardo Scordio

ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) – Diventano definitive, le condanne del processo Jonny, nato dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione del centro di accoglienza per migranti di Sant’Anna, a Isola Capo Rizzuto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato da Leonardo Sacco, ex governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto, rendendo irrevocabile la condanna a otto anni di reclusione.
La sentenza conferma l’impianto accusatorio emerso dall’inchiesta avviata nel 2017, cristallizzando le responsabilità accertate nei precedenti gradi di giudizio e riconoscendo le ingerenze delle cosche Arena e Nicoscia nella gestione economica e negli appalti del centro di accoglienza, da cui sarebbero stati drenati ingenti capitali illeciti.

Processo Jonny, le condanne definitive
La Suprema Corte ha respinto i ricorsi di numerosi imputati che avevano scelto il rito abbreviato, rendendo definitive anche le condanne a dieci anni di reclusione per Maurizio Greco e Domenico Riillo, a otto anni e otto mesi per Giuseppe Pullano, a otto anni per Antonio Giglio e a sette anni per Francesco Arena.
Dichiarati inammissibili anche i ricorsi di un ulteriore gruppo di imputati. Diventano così irrevocabili le condanne a undici anni e quattro mesi per Nicolino Gioffrè, a otto anni e dieci mesi per Rosario Lentini e a otto anni ciascuno per Fortunato Pirrò, Domenico Nicoscia e Vincenzo Lentini.
Annullamenti e nuovi giudizi
Per alcune posizioni la Cassazione ha disposto un annullamento senza rinvio con contestuale rideterminazione della pena. È il caso di Antonio Poerio, condannato in via definitiva a sei anni e otto mesi, e di Nicola Lentini, la cui pena è stata ridotta a un anno e quattro mesi. Annullamento parziale, limitatamente alla confisca, per Giuseppe Lequoque, mentre per un altro gruppo di imputati la Suprema Corte ha disposto l’annullamento con rinvio, demandando una nuova valutazione a una diversa sezione della Corte d’Appello di Catanzaro.

La decisione arriva a pochi giorni da un’altra pronuncia della Cassazione che ha reso definitiva la condanna a otto anni di reclusione nei confronti dell’ex parroco di Isola Capo Rizzuto, don Edoardo Scordio, accusato di associazione mafiosa.



















Social