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Kalabria Eco Festival a Polia: 4 giorni tra musica, natura e comunità. Petitto «socialità e condivisione»

Calabria

L'INTERVISTA

Kalabria Eco Festival a Polia: 4 giorni tra musica, natura e comunità. Petitto «socialità e condivisione»

Antonio Petitto racconta la sesta edizione del festival. Concerti, laboratori, spettacoli e incontri gratuiti nel cuore della faggeta di Gigliara. Al via anche una campagna di crowdfunding per sostenere l’evento

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Kalabria Eco Fest - Antonio Petitto intervista 01

POLIA (VV) – Un festival nato dalla voglia di ritrovarsi e, a raccontarne la storia è Antonio Petitto, tra gli organizzatori dell’evento, ospite della trasmissione radiofonica “Fatti Vivi” su Rlb. Un appuntamento che unisce cultura, sostenibilità, arte e partecipazione. Dal 16 al 19 luglio 2026 torna a Polia la sesta edizione del KEF – Kalabria Eco Festival, manifestazione che negli anni è diventata un punto di riferimento per chi immagina modelli di vita più sostenibili e comunitari.

KEF 2026, Petitto «un laboratorio permanente di partecipazione»

“Kalabria Eco Fest è un festival che noi definiamo atipico”, ha spiegato Petitto, ricordando come l’iniziativa sia nata nel 2021, subito dopo il lockdown, in un periodo caratterizzato da una forte esigenza di socialità e condivisione. “L’idea è germogliata da un gruppo di persone che a Polia si incontrava già per confrontarsi su temi legati alla permacultura e all’ecologia. Da quegli incontri è nata la volontà di aprire l’esperienza a chiunque volesse contribuire con la propria arte, le proprie competenze e il proprio bagaglio umano”.

Kalabria Eco Fest - Antonio Petitto intervista 02

“Si è formata – spiega ancora Petitto – questa grande comunità di artisti, di professionisti, di persone che occupano laboratori, esperienze, ed è nato il primo Kalabria Eco Fest”. Negli anni il festival è cresciuto, diventando un appuntamento atteso da una rete sempre più ampia di persone, residenti e non, accomunate dal desiderio di condividere idee, pratiche e visioni. Uno degli aspetti distintivi del KEF è la sua continua evoluzione organizzativa. Ogni edizione rappresenta infatti un esperimento sociale e culturale differente.

Ogni anno è un esperimento – ha sottolineato Petitto. – Quest’anno abbiamo cercato di allargare anche l’aspetto organizzativo a più gruppi, quindi allargando non una gestione centralizzata ma una visione comunitaria. Abbiamo provato quest’anno ad applicare i principi della sociocrazia nelle scelte decisionali e nella gestione”. Un modello che punta alla partecipazione diffusa e alla condivisione delle responsabilità, coerentemente con i valori che ispirano il festival.

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La magia della Gigliara di Polia

Il Kalabria Eco Festival si svolge nella suggestiva località della Gigliara di Polia: “il posto è magnifico, immerso in una faggeta secolare con sorgenti d’acqua…”. Proprio il forte legame con il territorio ha spinto organizzatori e partecipanti a prolungare la permanenza oltre i giorni della manifestazione. Già lo scorso anno, infatti, l’area è stata vissuta per tutta l’estate attraverso piccoli eventi e attività comunitarie, creando una vera e propria comunità temporanea.

Il festival si fonda sull’idea della cultura come bene comune, accessibile e partecipato. Concerti, spettacoli, simposi e incontri sono infatti completamente gratuiti, mentre per alcuni laboratori viene richiesto soltanto un contributo volontario. L’obiettivo è coinvolgere un pubblico il più ampio possibile, superando differenze sociali, culturali e generazionali: “ci rivolgiamo ad un’utenza trasversale. L’idea è quella di diffondere il più possibile i principi di sostenibilità, di ecologia, di comunità a un’utenza quanto più ampia e trasversale possibile”.

Kalabria Eco Fest - Antonio Petitto intervista 03

Al via il crowdfunding per sostenere il festival

Per l’edizione 2026 gli organizzatori hanno deciso di lanciare una campagna di crowdfunding, tornando allo spirito delle prime edizioni che si autofinanziavano grazie al sostegno diretto dei partecipanti: “Quest’anno non siamo riusciti a intercettare un bando”, ha spiegato Petitto. “Quindi siamo tornati un po’ alle origini, come le prime tre edizioni in cui il festival si autofinanziava totalmente con le offerte dei partecipanti”.

Inclusione, ecologia e comunità restano le parole chiave del Kalabria Eco Festival, che punta a creare occasioni di confronto e sperimentazione aperte a tutti. “L’idea di fondo è quella di cercare di creare delle alternative, di immaginare delle alternative possibili, sostenibili per vivere in questo pianeta in maniera più sana”, ha concluso Petitto. Dal 16 al 19 luglio, dunque, la Gigliara di Polia tornerà a trasformarsi in un laboratorio a cielo aperto dove musica, natura, cultura e relazioni umane si intrecciano per dare vita a una delle esperienze più originali dell’estate calabrese.

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