Calabria
via libera dal CDM
Dopo 17 anni la Calabria è fuori dal commissariamento per la sanità. Occhiuto “evento storico”
Il presidente della Calabria Roberto Occhiuto “Un risultato storico per questa che era una camicia di forza e ce ne siamo liberati”

ROMA -La Calabria è fuori dal commissariamento per la sanità. Lo ha deciso oggi il Consiglio dei ministri. Su proposta del ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli, e con parere favorevole dei ministri dell’Economia Giancarlo Giorgetti e della Salute Orazio Schillaci, il CDM ha deliberato la revoca del commissariamento per la sanità della Regione Calabria.
Calabria fuori dal commissariamento per la sanità
Soddisfatto il Presidente della Regione Occhiuto che ha commentato “Dopo 17 anni finalmente la Calabria è fuori dal Commissariamento per la Sanità. A Palazzo Chigi il consiglio del Ministri ha revocato il commissariamento. Un risultato storico per questa che era una camicia di forza e ce ne siamo liberati”. Lo scorso 28 marzo il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio dei Ministri, aveva sollecitato la chiusura del commissariamento sanitario per la Calabria. Oggi il via libera che apre una nuova fase per il sistema sanitario calabrese, che potrà finalmente tornare a una gestione ordinaria.
Un piano di rientro lungo 17 anni
Nel 2009 la Regione Calabria si trova in una situazione di grave squilibrio economico sanitario, con un debito superiore a 1,6 miliardi di euro. In risposta, viene sottoscritto il cosiddetto Piano di rientro dal disavanzo sanitario, uno strumento nazionale previsto per le regioni in difficoltà. Tuttavia, l’incapacità di rispettare gli obiettivi porta nel 2010 al commissariamento della sanità, con la nomina di un commissario ad acta da parte del Governo centrale, incaricato di sostituire la governance regionale in materia sanitaria.
18 ospedali chiusi e Asp commissariate
Il commissariamento aveva tre obiettivi principali: ridurre il deficit sanitario, riorganizzare la rete ospedaliera e garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA). In teoria, si trattava di uno strumento temporaneo. In pratica, si è trasformato in una gestione straordinaria durata oltre 17 anni che ha portato alla chiusura di 18 ospedali, blocco del turnover, aumento delle accise e delle tasse. E non solo visto che oltre al piano di rientro per la sanità in Calabria vennero via sottoposti a commissariamento tutte e cinque le sue Asp e i tre ospedali regionali con bilanci in rosso e in alcuni mai chiusi.

Il commissariamento della sanità calabrese rappresenta un caso emblematico di gestione straordinaria prolungata nel tempo. Nato come misura emergenziale, si è trasformato in una condizione strutturale che ha sollevato interrogativi sulla sua efficacia. Se da un lato ha contribuito al controllo della spesa, dall’altro non ha risolto problemi cronici come inefficienza organizzativa, carenza di personale sanitario e qualità disomogenea dei servizi. Negli anni più recenti, il commissariamento ha assunto anche tratti paradossali, con nomine durate pochissimi giorni o addirittura ore. Dal 2021, la gestione è stata affidata direttamente al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che ricopre anche il ruolo di commissario ad acta.
Tutti i commissari della sanità in Calabria
Di seguito l’elenco completo dei commissari ad acta della sanità calabrese:
- Giuseppe Scopelliti
- Mandato: 30 luglio 2010 – 18 settembre 2014
- Luciano Pezzi
- Mandato: 19 settembre 2014 – 11 marzo 2015
- Massimo Scura
- Mandato: 12 marzo 2015 – 6 dicembre 2018
- Saverio Cotticelli
- Mandato: 7 dicembre 2018 – 7 novembre 2020
- Giuseppe Zuccatelli
- Mandato: 7 novembre 2020 – 16 novembre 2020
- Eugenio Gaudio
- Mandato: 16 novembre 2020 – 17 novembre 2020 (rinuncia dopo un giorno)
- Guido Nicolò Longo
- Mandato: novembre 2020 – 2021
- Roberto Occhiuto
- Mandato: dal 2021 – al 2026

















Social