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La notte delle “lacrime di San Lorenzo”: le stelle cadenti tornano ad incantare il cielo, ma la Luna sarà un ostacolo

COSENZA – Anche nel 2025, come ogni anno, le celebri “lacrime di San Lorenzo” torneranno a solcare i cieli estivi, regalando agli osservatori più pazienti e appassionati, uno degli spettacoli astronomici più emozionanti dell’anno: la pioggia di stelle cadenti delle Perseidi. Ma attenzione: quest’anno la Luna piena farà da guastafeste, rischiando di compromettere la visibilità delle meteore più deboli. Niente paura però, le Perseidi sanno sorprendere anche in condizioni non ideali.
Sebbene il 10 agosto sia universalmente conosciuto come la Notte di San Lorenzo, il picco dello sciame meteorico delle Perseidi è previsto tra la notte di martedì 12 e mercoledì 13 agosto. È in queste ore, secondo l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), che la Terra attraverserà la parte più densa della nube di detriti lasciata dalla cometa Swift-Tuttle, da cui originano le meteore. In assenza di ostacoli luminosi, si possono osservare fino a 100 meteore all’ora, ma nel 2025 la Luna sarà ancora all’85% della sua luminosità, essendo piena dal 9 agosto alle ore 21.54. La sua intensa luce rischia di attenuare l’effetto visivo, rendendo visibili solo le scie più luminose, i cosiddetti bolidi.
Dove guardare per vedere le Perseidi?
Per cercare le stelle cadenti basta alzare lo sguardo al cielo, ma con alcuni accorgimenti:
– Direzione consigliata: guardare verso ovest o verso lo zenit (il centro del cielo), evitando la direzione della Luna.
– Orario migliore: dalla mezzanotte fino alle prime luci dell’alba, quando la Terra “guarda” nella direzione del proprio movimento orbitale, come se si osservasse attraverso il parabrezza di un’auto.
– Luoghi ideali: lontano dalle luci artificiali, in campagna, in alta montagna, o persino in barca. Evita schermi e fonti di luce diretta: servono almeno 20 minuti per adattare gli occhi all’oscurità.
– Strumenti: nessuno. Le Perseidi sono visibili a occhio nudo. Per chi ama la fotografia, sono ottimi i grandangoli luminosi (inferiori a 20mm) e sensibilità ISO tra 800 e 1600.
Luna permettendo, si potrà osservare anche nei giorni successivi
Chi non riesce a godersi appieno lo spettacolo del 12-13 agosto potrà rifarsi nelle notti successive. A partire dal 16 agosto, infatti, la Luna entrerà nell’ultimo quarto, sorgendo più tardi e lasciando più ore di buio vero. L’attività delle Perseidi proseguirà fino al 24 agosto, anche se con intensità decrescente.
Perché si chiamano “lacrime di San Lorenzo”?
Il 10 agosto si celebra la memoria del martirio di San Lorenzo, diacono cristiano arso vivo nel 258 d.C. La tradizione popolare ha voluto associare le meteore visibili in questo periodo alle sue “lacrime celesti”, viste come un segno di speranza, preghiera e desiderio. In molte località italiane, tra cui Firenze, di cui Lorenzo è compatrono, si tengono eventi, veglie e osservazioni guidate. Dal punto di vista scientifico, le meteore sono frammenti della cometa Swift-Tuttle, scoperta nel 1862 da due astronomi americani. I suoi detriti entrano ogni anno nell’atmosfera a oltre 200.000 km/h, bruciando e generando le classiche scie luminose.
Occhi puntati anche a dicembre
Chi non potrà ammirare le stelle cadenti in agosto potrà rifarsi a dicembre con le Geminidi, uno sciame meteorico altrettanto spettacolare, anche se meno noto per via delle rigide temperature invernali.
Anche se la Luna piena cercherà di rubare la scena, la magia delle Perseidi non smette mai di affascinare. Basta trovare il luogo giusto, lasciarsi alle spalle le luci artificiali e aspettare, pazienti, che una stella cadente esaudisca un desiderio. Perché, in fondo, la Notte di San Lorenzo è soprattutto un invito a guardare in alto.

















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