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Laccio d’acciaio sull’addome: cagnolina salvata da una trappola a San Giovanni in Fiore
Identificati e deferiti all’Autorità Giudiziaria gli autori della trappola d’acciaio che aveva ridotto una cagnolina in fin di vita: decisivi il lavoro delle Guardie Zoofile e dei volontari

SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – Identificati e deferiti all’Autorità Giudiziaria i responsabili del crudele gesto a San Giovanni in Fiore. La cagnolina, è stata tratta in salvo in località Garga l’11 maggio scorso, e porta alla luce un nuovo drammatico episodio di bracconaggio e maltrattamento di animali.
Cagnolina nella trappola d’acciaio: autori identificati
Gli autori del posizionamento della trappola d’acciaio che ha quasi ucciso una cagnolina meticcia sono stati identificati e deferiti all’Autorità Giudiziaria. Risponderanno dei reati di maltrattamento di animali e utilizzo di mezzi di caccia non consentiti. La cagnolina, di colore bianco panna e taglia media, era stata tratta in salvo grazie al tempestivo e provvidenziale intervento delle Guardie Zoofile prefettizie della associazione Kronos e di Marianna Martino, volontaria dell’associazione Gaia Animali e Ambiente OdV e delegata al randagismo per la Regione Calabria.
Durante un servizio di controllo del territorio, le guardie, la Polizia Provinciale e la volontaria si erano imbattute in una scena straziante: l’animale si trovava bloccato all’esterno di una recinzione metallica, con l’addome brutalmente stretto da un laccio in acciaio munito di nodo scorsoio. Una trappola illegale e micidiale, posizionata attraverso un foro creato appositamente nella rete, verosimilmente destinata alla cattura di fauna selvatica. Oltre allo stress e alle lesioni causate dal cappio d’acciaio, la cagnolina presentava un vistoso trauma oculare.
Nonostante le difficoltà logistiche legate all’ora tarda e all’impossibilità di intervento della Polizia Locale per carenza di personale, le Guardie Zoofile e la Polizia provinciale del distaccamento di San giovanni in fiore avevano presidiato la zona fino a notte fonda, permettendo al servizio di recupero di liberare l’animale. Oggi, fortunatamente, la storia ha un lieto fine: la cagnolina è ufficialmente in salvo, affidata a cure amorevoli e fuori pericolo di vita.
Nel frattempo, il laccio metallico recuperato e la dettagliata relazione fotografica presentata dai volontari hanno permesso agli inquirenti di stringere il cerchio attorno ai responsabili, che ora dovranno affrontare le conseguenze penali delle loro azioni.
Gaia: “L’animale sta bene e sta ricevendo tutte le cure necessarie”
“Siamo felici di comunicare che la cagnolina è finalmente al sicuro e sta ricevendo tutte le cure necessarie,” dichiara il presidente dell’associazione Gaia, Edgar Meyer. “Ma la notizia più importante è che l’illegalità non è rimasta impunita: l’identificazione e il deferimento dei responsabili all’Autorità Giudiziaria dimostrano che la collaborazione tra associazioni, guardie zoofile e magistratura funziona ed è letale per i bracconieri e i maltrattati di. Non tollereremo più che il nostro territorio sia teatro di simili barbarie”.





















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