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“L’Agricoltura che cura”: a Vadue lo studio su benessere, qualità della vita e sostenibilità ambientale
La Cooperativa ArcadiNoè di Vadue ospiterà la presentazione del progetto NUTRAGE del CNR. La ricerca dimostra come l’agricoltura sociale possa diventare uno strumento di welfare innovativo per promuovere l’invecchiamento attivo e la salute psicofisica

CAROLEI (CS) – Giovedì prossimo 30 ottobre alla Cooperativa ArcadiNoè di Vadue di Carolei, saranno presentati i risultati del progetto NUTRAGE del CNR. L’agricoltura come strumento di cura, inclusione e benessere è il messaggio al centro dell’incontro “L’Agricoltura che cura”. Lo studio è condotto dal CNR ISAFOM (Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo) nell’ambito del progetto NUTRAGE – Nutrizione, Alimentazione & Invecchiamento Attivo.
Lo studio, coordinato dalla sede CNR di Rende (CS), è stato realizzato in collaborazione con CIA Agricoltori Italiani della Calabria, Associazione Nazionale BioAgricoltura Sociale e Rete Fattorie Sociali della Sicilia, e ha analizzato il ruolo dell’agricoltura sociale nel miglioramento della qualità della vita e nella promozione della sostenibilità ambientale.
L’agricoltura come terapia naturale
Dal 2023 al 2025 il gruppo di ricerca composto da Sonia Vivona, Alessandra Patitucci, Paola Sdao, Alessandro Colonnese e Angela Magariello (CNR ISAFOM, Università della Calabria, Cooperativa Don Milani) ha condotto un’analisi su diverse aziende operanti in agricoltura sociale tra Calabria e Sicilia. L’obiettivo è di misurare i parametri di benessere psicofisico in persone over 65 che frequentano le fattorie sociali individuate come casi studio.
I risultati sono incoraggianti e fanno emergere come il contatto con la natura, la partecipazione ad attività agricole, l’alimentazione sana e la socialità generata da questi contesti contribuiscano a contrastare la solitudine, migliorare la mobilità fisica, prevenire malattie degenerative e favorire l’invecchiamento attivo.

L’agricoltura sociale emerge dunque non solo come attività economica, ma come nuovo paradigma di welfare in cui tutela ambientale, benessere personale e integrazione sociale si fondono in un modello di sviluppo sostenibile. Secondo i ricercatori, le relazioni sociali soddisfacenti che nascono in questi ambienti possono addirittura aumentare l’aspettativa di vita, rendendo le fattorie sociali luoghi di rigenerazione umana oltre che produttiva.
L’incontro in programma a Vadue sarà un’occasione di dialogo tra enti di ricerca, istituzioni regionali, associazioni di categoria e aziende agricole coinvolte nel progetto. Un confronto aperto sui temi della sostenibilità, della salute e dell’inclusione sociale, per promuovere modelli di agricoltura capaci di generare valore umano e ambientale. “Promuovere il benessere delle persone e la sostenibilità dei territori attraverso l’agricoltura è possibile – sottolinea la responsabile del progetto, dott.ssa Sonia Vivona –. I dati raccolti mostrano che coltivare relazioni e natura insieme può davvero migliorare la qualità della vita”.



















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