Area Urbana
Ritorna “Laudomia Festival”: 3 giorni di libri, musica e “insilienza” nel cuore di Cosenza
Dal 10 al 12 settembre torna la quinta edizione del festival letterario indipendente e gratuito. Tra piazza Kennedy e La Base, autori, reading, teatro, memoria e musica daranno vita a un programma nel segno della creatività e della libertà

COSENZA – Cosenza si prepara ad accogliere la quinta edizione del Laudomia Festival, manifestazione letteraria indipendente e gratuita in programma dal 10 al 12 settembre. Per tre giorni il centro cittadino diventerà uno spazio di incontro tra libri, scrittura, musica, teatro e convivialità, con presentazioni e appuntamenti pomeridiani nell’area delle statue del MAB, in piazza Kennedy, e gli eventi serali negli spazi de La Base.
Il filo conduttore dell’edizione 2026 sarà il neologismo “insilienza”, che richiama la capacità di “saltare sopra”, “arrampicarsi” e “sbucare fuori dal cemento”: un’immagine di resistenza creativa, possibilità e capacità di trovare nuove strade.
Laudomia Festival: libri, reading e memoria
Il programma si apre giovedì 10 settembre con Marta Franceschini, Manuel Sirianni e Sante Bandirali, per poi proseguire in serata con il reading di “Altalena” di Britta Teckentrup e “Un moderato disordine” di Silvio Stellato.

Venerdì 11 spazio, tra gli altri, a Michele D’Ignazio, Luciana Cimino e Lorenzo Rossi, mentre la serata sarà dedicata anche alla memoria di Mimmo Grano con “Mimmo in un’orda infedele”, seguita da “Cassandra” di Raffaele Aiello.

Sabato 12 settembre, giornata conclusiva, sono attesi Cesare Orlando, Nello Serra e soprattutto Lorenza Gentile, che presenterà “La volta giusta” in dialogo con Marta Monteleone. In serata “U pruppu du Re” di Carlo Gallo e, alle 22, “Veleno, storie d’amore”, atto commemorativo dedicato a Francesca Marchese.

La città come palcoscenico culturale
Laudomia conferma così la propria vocazione a mettere in dialogo autori affermati e nuove voci, letteratura e performance, memoria e contemporaneità. Un festival nel quale i libri non vengono soltanto presentati, ma entrano in relazione con la città e con il pubblico, attraverso linguaggi differenti. Al centro resta l’idea di “insilienza”: la capacità di trovare una fessura e riaffiorare anche quando tutto sembra cemento, continuando a creare e a costruire spazi di libertà.


















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