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Ex Abramo Customer Care: rischio cassa integrazione per 656 lavoratori Konecta tra Rende, Settingiano e Crotone
Interrogazione del M5S “in Calabria a rischio quasi 900 lavoratori, governo convochi tavolo”. Baldino e Orrico: «Konecta ha avviato richieste Cig, gli accordi si rispettano»

ROMA – Si apre una vertenza occupazionale per 656 lavoratori Konecta che rischiano la cassa integrazione. A poco più di un anno dall’accordo firmato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la salvaguardia occupazionale degli ex dipendenti Abramo Customer Care, si riaccendono le preoccupazioni in Calabria. Esaurite le commesse legate al progetto di digitalizzazione delle cartelle cliniche per conto della Regione Calabria, l’azienda Konecta avrebbe avviato le procedure per la richiesta di cassa integrazione.
A rischio centinaia di famiglie calabresi
Una decisione che, secondo quanto denunciano le deputate del Movimento 5 Stelle, Vittoria Baldino e Anna Laura Orrico, metterebbe a rischio centinaia di famiglie calabresi. Le parlamentari hanno annunciato il deposito di un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro del Lavoro e al ministro delle Imprese e del Made in Italy. L’intesa sottoscritta il 19 dicembre 2024 al Mimit prevedeva il riassorbimento dei lavoratori ex Abramo, il mantenimento delle condizioni economiche e normative e una prospettiva industriale stabile e duratura.

656 lavoratori Konecta a rischio cassa integrazione
Oggi, però, secondo quanto evidenziato dalle deputate, 656 lavoratori sugli 894 complessivamente rientranti nel perimetro Konecta vivono una fase di forte incertezza occupazionale. “Non possiamo accettare che un progetto presentato come strutturale si esaurisca dopo poco più di un anno”, dichiarano Baldino e Orrico. “Se così fosse, saremmo davanti a una grave presa in giro ad opera della Regione che coinvolge 650 famiglie calabresi”.
I territori più colpiti: Crotone, Rende e Settingiano
La vicenda riguarda in particolare aree già economicamente fragili come Crotone, Rende e Settingiano, dove il lavoro nel settore dei servizi e dei call center rappresenta una delle principali opportunità occupazionali. Il possibile ricorso alla cassa integrazione, sottolineano le parlamentari, rischia di aggravare una situazione sociale già complessa, in un contesto in cui la stabilità lavorativa è fondamentale per il tessuto economico locale.

Interrogazione parlamentare e richiesta di tavolo urgente
Nel testo dell’interrogazione, le deputate del M5S chiedono ai ministri competenti: “Se ritengano rispettato l’accordo sottoscritto al Mimit“, “Quali iniziative intendano assumere per garantire la piena tutela dei livelli occupazionali” e “La convocazione urgente di un tavolo ministeriale con azienda, Regione e organizzazioni sindacali firmatarie dell’intesa”. «Non si può giocare con la vita delle persone né utilizzare gli ammortizzatori sociali come soluzione ordinaria”, affermano Baldino e Orrico, chiedendo chiarezza sulla sostenibilità industriale del progetto di digitalizzazione».
La vertenza ex Abramo torna così al centro del dibattito politico e istituzionale. Dopo l’accordo presentato come una soluzione strutturale alla crisi aziendale, la prospettiva di una cassa integrazione riapre il fronte dell’emergenza lavoro in Calabria. “Gli accordi istituzionali non possono diventare carta straccia né strumento per calpestare la dignità di chi è in cerca di un lavoro”, concludono le deputate, sollecitando un intervento immediato del Governo per garantire una prospettiva occupazionale stabile e duratura ai lavoratori coinvolti.

















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