Calabria
Lavoro nero, allacci abusivi e violenze tra dipendenti: chiusi 2 ristoranti
I locali dovranno abbassare le serrande per 15 giorni per gravi irregolarità riscontrate. Il provvedimento è stato emesso dal Questore della Provincia di Crotone, Renato Panvino

COTRONEI – Sono due i ristoranti che sono stati chiusi dalla polizia, in accordo con i carabinieri, a Crotonei a seguito di un provvedimento emesso dal Questore della Provincia di Crotone, Renato Panvino. Diversi i motivi che hanno portato alla decisione di far abbassare le serrande per 15 giorni: lavoro nero e sfruttamento, violenze tra le mura degli esercizi commerciali, gravi carenze igieniche e di sicurezza e allacci abusivi.
Due le strutture che sono state raggiunte dall’ordinanza, applicata ai sensi dell’articolo 100 del TULPS su proposta dei Carabinieri del Comando Provinciale. Per le forze dell’ordine le continue violazioni di legge hanno messo in atto un concreto pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza sociale.
Ristoranti chiusi: lavoratori in nero e lite tra dipendenti
Nel primo ristorante, i controlli hanno fatto emergere l’impiego di personale che lavorava in nero. Una condotta illecita quella dei gestori che non rappresenta solo una violazione amministrativa e sfruttamento del lavroro ma anche una mancanza di sicurezza per i lavoratori.
Nel secondo locale, invece, la gravità dei fatti è aumentata. Le forze dell’ordine hanno sedato un’aggressione fisica e verbale, tramite l’uso di minacce verificatosi tra i dipendenti della struttura. Un fatto che ha permesso di scoprire anche altro. Tutti i dipendenti lavoravano senza contratto e alloggiavano in immobili fatiscenti, privi dei minimi requisiti di igiene e abitabilità. Dalle indagini è emerso, inoltre, che il personale faceva anche uso di alcol, in maniera smodata, durante l’orario di servizio.
Allaccio abusivo e seconda ordinananza di chiusura
Per questo secondo ristorante non è la prima volta che arriva un’ordinanza di chiusura immediata. Ne era stata già emessa un’altra dal S.I.A.N. e dal Servizio Veterinario dell’ASP per gravi carenze igienico-sanitarie. Nonostante il divieto, il locale restava aperto continuando a servire pasti ai clienti. Un quadro del tutto illegale per il quale è stato anche scoperto che il ristorante aveva un allaccio abusivo alla rete elettrica realizzato forzando un armadio stradale.

















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