Legambiente: “i laghi della Sila hanno acque di qualità, ma servono più controlli”
Legambiente promuove i laghi della Sila: acque in ottima salute secondo Goletta dei Laghi 2026, ma restano criticità su depurazione e monitoraggi
Legambiente promuove i laghi della Sila: acque in ottima salute secondo Goletta dei Laghi 2026, ma restano criticità su depurazione e monitoraggi
LORICA – “I laghi calabresi godono sostanzialmente di ottima salute, secondo il rapporto di Legambiente. Infatti dalle analisi effettuate sia batteriologiche che chimiche non ci sono problemi significativi”. E’ quanto afferma Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente. Nel dossier presentato a Lorica per l’occasione, l’associazione mette in evidenza che in Calabria mancano dati aggiornati sulla qualità delle acque superficiali e, in particolare, sui laghi della Sila, nonostante ricadano nel Parco Nazionale della Sila, nella rete Natura 2000, nell’Area MAB Unesco e costituiscono risorse strategiche sia per l’approvvigionamento idropotabile sia per la produzione di energia idroelettrica.

“È sicuramente un risultato importante quello che emerge dai monitoraggi 2026 di Goletta dei Laghi sui cinque laghi silani, ma non deve far venir meno l’attenzione sulle pressioni che continuano a interessare gli ecosistemi lacustri. – sottolinea ancora Nicoletti – La qualità delle acque, infatti, va tutelata nel tempo attraverso una gestione strutturale della depurazione, il completamento e l’efficientamento delle reti fognarie, un monitoraggio costante degli impatti e una progressiva riduzione delle pressioni derivanti dalle attività antropiche, agricole, turistiche e produttive.

Le criticità ancora presenti nei sistemi di depurazione, evidenziate nel Dossier presentato oggi, in particolare nei comprensori turistici di Lorica, Trepidò e nelle aree prossime al Lago Cecita, confermano la necessità di completare gli interventi programmati e garantire una gestione efficace e continuativa degli impianti, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza turistica. Mancano dati e la conoscenza della biodiversità lacustre è molto frammentata, ma soprattutto manca il protagonismo del Parco Nazionale della Sila che fin qui non è stato capace di svolgere un’azione di indirizzo, sorveglianza e tutela efficace per garantire l’integrità dei luoghi e lo sviluppo sostenibile locale.”
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