Italia
PROPOSTE DI LEGGE
Legge su “fine vita”, la Calabria tra le 4 regioni protagoniste: al via la raccolta firme
Dopo Toscana e Sardegna, riparte la mobilitazione anche in Calabria per una legge regionale sul suicidio assistito. L’Associazione Coscioni annuncia nuove iniziative e chiede al governo di ritirare il ddl

ROMA – Anche la Calabria torna al centro del dibattito sul fine vita. Insieme a Lazio, Lombardia e Piemonte, sarà tra le regioni in cui tra fine aprile e inizio maggio ripartirà la raccolta firme per depositare proposte di legge di iniziativa popolare nei consigli regionali. Lo ha annunciato Matteo Mainardi, coordinatore della campagna Eutanasia Legale, nel corso della conferenza stampa di presentazione della mobilitazione nazionale.
Fine vita: le regioni attive e quelle in ritardo
“Toscana e Sardegna hanno già approvato una legge regionale per ottenere tempi certi e procedure chiare sul suicidio assistito. Mentre in altre quattro regioni, ovvero Calabria, Lazio, Lombardia e Piemonte, tra fine aprile e inizio maggio ripartirà la raccolta firme”, ha dichiarato Mainardi.
In Piemonte e Lombardia, le proposte erano già state discusse ma respinte per presunta incostituzionalità, poi smentita dalla sentenza 204/2025 della Corte Costituzionale. “Depositeremo nuovamente le proposte di legge anche lì”, ha aggiunto.

L’iter nelle altre regioni
Il percorso normativo per il ‘fine vita‘ è attualmente in discussione in Trentino e Umbria, mentre proposte sono state depositate anche in Veneto, Emilia-Romagna, Liguria, Marche, Puglia, Molise e Sicilia. In Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Alto Adige e Valle d’Aosta le iniziative sono state respinte, ma l’obiettivo resta quello di ripresentarle, seppur con tempi più lunghi. “Ci riattiveremo inoltre in Campania e Basilicata”, ha concluso Mainardi.

Mobilitazione nazionale dell’Associazione Coscioni
L’Associazione Luca Coscioni ha annunciato una mobilitazione in oltre 100 piazze italiane per chiedere il ritiro del disegno di legge sul fine vita “che tiene paralizzato il Senato dall’inizio di luglio scorso e per rilanciare l’approvazione di buone regole regionali”, ha dichiarato Marco Cappato. “L’obiettivo – ha aggiunto Cappato – non è solo introdurre nuove norme, ma anche garantire il rispetto di quelle già esistenti, che oltre a essere ampiamente disattese, sono perlopiù ignorate”.

















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