Area Urbana
DEDICA SPECIALE
Pronto soccorso dell’Annunziata, la lettera di una mamma racconta un’altra storia: «Grazie a chi lavora lì»
Riceviamo e pubblichiamo la lettera della signora Francesca Mirabelli che ringrazia tutto il personale sanitario che per tre giorni ha assistito sua figlia che ha subito un brutto incidente “Voglio raccontare un’altra verità”

COSENZA – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una mamma che per tre giorni è rimasta al Pronto Soccorso all’ospedale Annunziata di Cosenza per restare vicino a sua figlia che ha subito un brutto incidente, prima del trasferimento a Catanzaro.
Un messaggio che la signora Francesca Mirabelli ha inviato alla nostra redazione per raccontare a tutti quel lato che spesso non emerge dell’ospedale di Cosenza ed in particolare del reparto di emergenza/urgenza. Un lato positivo, fatto di professionalità ma anche cuore ed umanità.

Un grazie speciale per il Pronto soccorso dell’Annunziata
“Sento il bisogno profondo di scrivervi per condividere una storia di segno opposto rispetto a quelle che, purtroppo, siamo abituati a leggere sulla nostra sanità ed in particolare sull’ospedale Annunziata di Cosenza. Spesso il Pronto Soccorso finisce sulle cronache per disagi e attese, per complicazioni, dubbi e proteste. La mia esperienza, invece, racconta un’altra storia, un’altra verità: quella di un’umanità e di una professionalità straordinaria.
La sera del 21 aprile scorso, il mondo mi è crollato addosso: mia figlia è rimasta coinvolta in un grave incidente. In quei momenti di confusione e angoscia abbiamo trovato un reparto dove si lavora in maniera eccezionale. Voglio dirlo con forza: non è vero che lì non si lavora. Abbiamo incontrato persone che si fanno letteralmente in quattro per assistere chi soffre.

Il mio ringraziamento va a tutti, senza distinzioni: dai medici cubani a quelli italiani, dalle infermiere instancabili agli OSS, fino al personale delle pulizie. Siamo rimasti tre giorni in Pronto soccorso e ho visto con i miei occhi il lavoro instancabile che portano avanti e la dedizione con il quale lo fanno. In particolare, il mio cuore resta colmo di gratitudine per la cara Ivana Stella che lavora in direzione, una persona davvero eccezionale che non dimenticheremo.
Troppo spesso puntiamo il dito contro chi indossa il camice, dimenticando che le carenze strutturali non dipendono da chi lavora tutti i giorni, in trincea. Questi professionisti lavorano in condizioni difficili, dando tutto ciò che hanno per salvare vite. Grazie per aver curato mia figlia e per averci sostenuti con la vostra competenza e il vostro sorriso.
Francesca Mirabelli


















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