Provincia
LA REPLICA
Lettieri non ci sta, dopo la mozione di sfiducia del Pd Cosenza tuona: «Firme irregolari e bugie»
Il segretario pronvinciale del Pd di Cosenza replica a tono alle accuse mosse da un gruppo di 32 componenti dell’assemblea: “Nessun uomo solo al comando, firme apocrife e nomi di ex membri”

COSENZA – Non ci sta Matteo Lettieri, segretario provinciale del Pd Cosenza e risponde a tono alle accuse mosse nei suoi confronti da un gruppo di 32 componenti dell’assemblea provinciale, la maggioranza assoluta, che in una mozione ne chiedevano la sfiducia.
Parla di “ennesimo tentativo di destabilizzare il Partito Democratico della provincia di Cosenza” definendo la mozione di sfiducia come documento “che poggia su basi di profonda irregolarità“.
“Siamo di fronte a un documento che tenta di cancellare il lavoro di mesi con metodi che nulla hanno a che fare con la trasparenza democratica” chiosa il segretario provinciale replicando a quanto detto dai componenti di partito.
Lettieri e la sfiducia, la replica: “Firma aprocrife ed ex membri”
“È doveroso segnalare un dato di estrema gravità: tra le 32 firme sbandierate, risultano nomi di alcuni membri dell’Assemblea che non hanno mai dato il proprio consenso e che si sono detti estranei all’iniziativa. Non solo. Nel conteggio appare persino la firma di un membro che ha rassegnato le proprie dimissioni dall’assemblea oltre un mese fa. Nessuna maggioranza relativa, dunque, nella mozione di sfiducia fatta circolare” aggiunge.

“Provare a sfiduciare un Segretario con firme apocrife e nomi di ex membri qualifica chiaramente chi ha orchestrato questa manovra – dice senza se e senza ma – il mio mandato è iniziato in salita, affrontando la sfida delle elezioni regionali appena 15 giorni dopo la ratifica della mia elezione. In quell’occasione, ho lavorato per garantire la massima rappresentatività: nelle liste erano presenti esponenti di entrambe le mozioni congressuali”.
“È bene inoltre ricordare – dice Lettieri – che la composizione delle liste regionali è prerogativa della Direzione Regionale, non della Segreteria Provinciale. Tuttavia, il mio impegno politico è stato quello di favorire un clima di inclusione che non ha mai attuato “purghe”, ma ha valorizzato ogni componente del partito”.
“Nessun uomo solo al comando”
Sul fronte delle alleanze, il Segretario chiarisce la genesi del tavolo di coalizione: “Nessun uomo solo al comando. Prima di convocare il tavolo con le altre forze politiche e i sindaci di Cosenza, Rende e Corigliano-Rossano, ho promosso due incontri preliminari con i sindaci e gli amministratori del PD. Sono stati loro a darmi mandato pieno per costituire il tavolo di coalizione con M5S, PSI, Sinistra Italiana, Italia Viva, Europa Verde e Federazione Riformista. Abbiamo gettato le basi per una vittoria netta alle provinciali, ma c’è chi preferisce sabotare il partito pur di colpire la mia persona”.
“La mia gestione parla con i fatti. Solo per citarne alcuni, abbiamo affrontato la tornata elettorale delle regionali, sono stati celebrati i congressi di Castrovillari e San Lucido, abbiamo favorito la risoluzione della crisi al Comune di Cosenza, garantendo stabilità e riportando coesione nel gruppo, stiamo lavorando quotidianamente per affrontare e vincere le prossime sfide elettorali provinciali e amministrative, stiamo riorganizzando territorialmente il partito e stiamo lavorando per aprire nuovi circoli e far crescere la base degli iscritti”.

“Un altro punto da chiarire è che gli unici soggetti in possesso delle chiavi di accesso alla piattaforma del tesseramento online sono il Segretario Provinciale ed il Tesoriere Provinciale. Questa è la garanzia che l’anagrafe è gestita con rigore e al riparo da ogni manipolazione esterna – aggiunge – Le accuse infamanti che si leggono nella mozione di sfiducia, oltre ad essere completamente prive di fondamento, sono la rappresentazione plastica della pretestuosità di tali ragioni portate avanti dai soliti personaggi che restano nascosti nelle retrovie e che, evidentemente, sono il frutto di cinici interessi di parte o di personalismi che nulla hanno a che fare con la democraticità di un partito”.
Il lavoro continua con il sostegno dei dem
“Mi sono messo in gioco per puro spirito di servizio. È inaccettabile essere sabotati sistematicamente da chi dovrebbe sostenerci. Questo fango quotidiano lede l’immagine del PD e rischia di condannarci alla sconfitta alle provinciali e alle prossime amministrative. Io continuerò a lavorare per unire i territori e vincere, mentre altri firmano carte false per dividere – conclude – Ringrazio, infine, i tanti militanti, dirigenti e sindaci iscritti al PD che in queste ore mi hanno confortato manifestandomi il loro sostegno e la loro vicinanza, spronandomi ad andare avanti nel progetto di cambiamento e rinnovamento avviato con il congresso provinciale”.



















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