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“Liberi Subito”, 10mila firme: depositata la proposta sul ‘fine vita’. Cosenza in testa con 5.681 sottoscrizioni

Calabria

CONSIGLIO REGIONALE

“Liberi Subito”, 10mila firme: depositata la proposta sul ‘fine vita’. Cosenza in testa con 5.681 sottoscrizioni

Sono state 10.794 le firme raccolte, più del doppio rispetto alla soglia necessaria per presentare la legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”. Marco Cappato a Reggio Calabria: «È giunta l’ora delle responsabilità». Ora la parola passa al Consiglio regionale

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liberi subito consiglio regionale calabria 01

REGGIO CALABRIA – Sono 10.794 le sottoscrizioni depositate questa mattina al Consiglio regionale, a Reggio Calabria, a sostegno di «Liberi Subito», la proposta di legge regionale promossa dall’Associazione Luca Coscioni per regolamentare le procedure relative all’aiuto medico alla morte volontaria.

Un risultato che supera di oltre il doppio il numero di firme richiesto per l’iniziativa popolare. Alla presentazione erano presenti Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, Mariasole Cavarretta, Caterina Forelli, Ivan Papasso e Maria Teresa Prestanicola, componenti del comitato promotore calabrese, insieme ai volontari impegnati nella campagna.

La raccolta ha coinvolto 53 Comuni, grazie al contributo di 130 volontari e all’organizzazione di 153 tavoli. A sottoscrivere la proposta anche 12 sindaci calabresi, tra cui Vincenzo Romeo, primo cittadino di Vibo Valentia, Fabio Signoretta, sindaco di Jonadi, e Michele Chiodo, sindaco di Soveria Mannelli. Hanno aderito inoltre due consiglieri regionali.

liberi subito consiglio regionale calabria 02

«Liberi Subito»: mobilitazione in 53 Comuni, Cosenza in testa per sottoscrizioni

La provincia di Cosenza registra il numero più alto di adesioni, con 5.681 firme raccolte. Al secondo posto Catanzaro, con 2.680 sottoscrizioni, seguita da Vibo Valentia con 1.499. Chiudono la distribuzione territoriale Reggio Calabria, con 564 firme, e Crotone, con 370.

La proposta, già approvata in Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna, punta a disciplinare l’organizzazione del Servizio sanitario regionale, nel rispetto delle competenze delle Regioni e di quanto stabilito dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale. Non introduce nuovi diritti rispetto a quelli riconosciuti dalla Consulta, ma intende definire procedure e tempi certi per verificare le condizioni delle persone che chiedono di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria, evitando ritardi ingiustificati e disparità nell’accesso alle prestazioni.

«Dalle 10.794 persone che hanno firmato arriva un aiuto importante al Consiglio regionale della Calabria per affrontare finalmente un tema che è presente nella società, ma che spaventa i partiti. Una legge regionale serve a rendere il diritto all’aiuto medico alla morte volontaria realmente accessibile, evitando disparità e ritardi», ha dichiarato Marco Cappato.

marco cappato liberi subito fine vita

L’iter della legge: sei mesi per l’esame

Nel suo intervento, il tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni ha richiamato la necessità di un confronto in Consiglio regionale libero da pregiudizi e contrapposizioni politiche, sottolineando il ruolo delle Regioni nell’organizzazione dei servizi sanitari. «La Corte costituzionale ha confermato la piena competenza delle Regioni nell’organizzazione sanitaria dell’aiuto medico alla morte volontaria, quindi ci auguriamo che si possa procedere a un dibattito e a una decisione libera da pregiudizi e ostruzionismi».

«Chiediamo alle consigliere e ai consiglieri regionali della Calabria di approvare queste procedure che diano delle garanzie a chi soffre ma anche ai medici, per dare risposte in tempi certi a chi chiede di essere aiutato a morire senza soffrire. È giunta l’ora delle responsabilità. Ci auguriamo che le decisioni vengano prese ascoltando non la disciplina imposta dai capi partito nazionali, ma la sofferenza dei malati».

Adesso si apre la fase istituzionale. Entro 30 giorni dal deposito, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale dovrà pronunciarsi sull’ammissibilità della proposta all’unanimità. In assenza di una decisione unanime, la questione passerà al Consiglio regionale, che delibererà a maggioranza assoluta nella prima seduta successiva. Una volta ammesso, il progetto di iniziativa popolare dovrà essere esaminato entro sei mesi dalla presentazione. Trascorso questo termine senza discussione, la proposta sarà iscritta all’ordine del giorno della prima seduta consiliare, con precedenza su ogni altro argomento.

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