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Liste d’attesa infinite, la denuncia da Cassano «visita oculistica pediatrica rinviata a data da destinarsi»

Ionio

Liste d’attesa infinite, la denuncia da Cassano «visita oculistica pediatrica rinviata a data da destinarsi»

Il caso di una visita oculistica pediatrica rinviata a data da destinarsi riaccende le polemiche sulla medicina territoriale e sul rispetto dei Lea

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Visita oculistica pediatrica

CASSANO IONIO (CS) – Una visita oculistica per una bambina di tre anni, prenotata ad agosto 2025 presso il poliambulatorio di Cassano Ionio, viene fissata per febbraio 2026. Ma quando sembrava tutto definito, arriva la comunicazione di rinvio a data da destinarsi.

A riportare l’accaduto è Francesco Garofalo, portavoce del Comitato Spontaneo di Cittadini per la tutela della salute pubblica della città delle terme. Un esempio concreto che diventa simbolo di un problema strutturale.

Visita oculistica pediatri rimandata a data da destinarsi, il confronto con la Puglia

Garofalo richiama quanto avvenuto in Puglia, dove il governatore Antonio De Caro ha autorizzato 16mila telefonate per ridurre e azzerare le liste d’attesa. Un modello che, secondo il Comitato, evidenzia ancora di più il divario organizzativo rispetto a quanto accade in altri territori.  «È l’ennesima dimostrazione di come vanno le cose dalle nostre parti», afferma Garofalo, parlando di una pessima organizzazione della medicina territoriale. Una situazione che penalizza soprattutto i soggetti più fragili e rende difficile l’accesso tempestivo alle cure.

Al centro della denuncia c’è anche il rispetto dei Livelli essenziali di assistenza (Lea): «si può accettare una situazione del genere?», si chiede Garofalo «che fine hanno fatto i diritti minimi garantiti dal servizio sanitario nazionale. E denunciarlo è ormai considerato “lesa maestà”».

Secondo il Comitato, le liste d’attesa rappresentano da anni uno degli ostacoli più evidenti all’accesso alle cure. Sta diventando prassi, sottolinea Garofalo, sentirsi rispondere che non ci sono disponibilità perché le agende sono chiuse o, nei casi migliori, ottenere appuntamenti fissati a distanza di mesi, spesso in contrasto con le classi di priorità indicate dal medico curante. I cittadini continuano a chiedere interventi immediati e strutturali per garantire il diritto alla salute. Un diritto che non può restare ostaggio di rinvii, agende chiuse e tempi incompatibili con i bisogni reali delle persone.

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