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Liste d’attesa, l’ASP di Cosenza dice basta con un piano rivoluzionario. Tra i più operativi mai adottati in Calabria

Area Urbana

Piano da 8,6 milioni

Liste d’attesa, l’ASP di Cosenza dice basta con un piano rivoluzionario. Tra i più operativi mai adottati in Calabria

Un documento (già operativo) con 8 punti pilastro che ridisegna l’accesso alle cure nella provincia di Cosenza. Sulla carta, uno dei documenti più completi e operativamente dettagliati mai adottati in Calabria per abbattere le liste d’attesa

Marco Garofalo

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Liste D'attesa

COSENZA – Le liste d’attesa sono un problema cronico della nostra sanità, acuito ancora di più nella nostra provincia, la più grande della Calabria. Fino a 263 giorni per una visita chirurgica vascolare, 223 giorni per un’elettromiografia, 210 giorni per una risonanza al rachide sacrococcigeo. Sono alcuni dei numeri impietosi che l’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza ha messo nero su bianco nel proprio Piano Aziendale di Governo delle Liste di Attesa (PAGLA 2026-2027), approvato il 31 marzo 2026 in attuazione del Piano Regionale della Calabria (DCA 42/2026) e della Legge nazionale 107/2024. Un documento che non si limita a fotografare il problema, ma prova a risolverlo con strumenti operativi concreti, fondi certi e scadenze precise.

La fotografia impietosa delle liste d’attesa

Il Piano parte da un’analisi onesta e senza filtri. L’estrazione dei dati riferita ai primi dieci giorni di marzo 2026, su un paniere di 69 prestazioni monitorate a livello nazionale, rivela criticità diffuse in tutte le classi di priorità clinica. Le situazioni più gravi riguardano prestazioni trasversali a molte patologie: un’esofagogastroduodenoscopia arriva a 131 giorni nella classe P (programmabile), l’ecografia della mammella bilaterale tocca 189 giorni nella stessa classe, la visita chirurgica vascolare supera i 263 giorni. Ma anche nelle classi considerate urgenti o brevi i risultati sono preoccupanti: la visita cardiologica con ECG attende mediamente 62 giorni nella classe D (differibile, che dovrebbe garantire l’erogazione entro 30 giorni per le visite), e 166 giorni nella classe P.

Per le risonanze magnetiche e le TAC la situazione è analoga: RM del rachide sacrococcigeo a 210 giorni, TAC del rachide a 144, ecografia diagnostica del capo e del collo a 188 giorni. Numeri che, tradotti nella vita reale dei pazienti, significano mesi di ansia, diagnosi ritardate, patologie che nel frattempo progrediscono.

Esame risonanza magnetica

Gli otto pilastri del nuovo Piano

Un responsabile unico con poteri reali: il RULA

Il Piano istituisce formalmente il Responsabile Unico delle Liste di Attesa (RULA), figura nominata con delibera del Commissario Straordinario già l’11 marzo 2026. Non è un ruolo simbolico: il RULA coordina l’intero piano operativo, trasmette report trimestrali alla Regione, gestisce i percorsi di tutela e ha il potere di segnalare le strutture inadempienti per le finalità di regolazione contrattuale. Al suo fianco opera la Cabina di Regia Aziendale, che si riunisce ogni mese e comprende i direttori distrettuali e i direttori medici degli ospedali Spoke di Corigliano-Rossano, Castrovillari e Paola-Cetraro.

Fino a 8,6 milioni di euro di finanziamento: la ripartizione

L’ASP di Cosenza dispone di 8.644.960,98 euro assegnati dalla Regione Calabria con il DCA 350/2025. La ripartizione è già definita: il 45% (circa 3,9 milioni) va alla specialistica ambulatoriale pubblica, il 20% alla specialistica privata accreditata, il 20% agli interventi chirurgici nelle strutture pubbliche, il 10% agli interventi chirurgici nel privato accreditato e il 5% al personale CUP. La ripartizione è flessibile: i monitoraggi mensili e trimestrali potranno riallocare fondi tra un aggregato e l’altro in base all’effettivo utilizzo.

Prestazioni aggiuntive e aperture straordinarie

Per abbattere il monte di 24.815 prestazioni in lista d’attesa (stima al 13 marzo 2026), il piano prevede sedute operatorie e ambulatoriali al di fuori dell’orario ordinario, dal lunedì alla domenica, con estensione fino alle ore 23:00. I medici che aderiscono volontariamente percepiranno 80 euro lordi all’ora, gli infermieri e i tecnici 50 euro. Il personale è identificato con codici di timbratura dedicati (71 e 72 per i medici, 31 per il comparto) per garantire la tracciabilità delle ore e la correttezza della liquidazione.

Separazione netta tra primo accesso e follow-up

Uno dei punti più innovativi del documento riguarda la gestione delle agende CUP. Il piano stabilisce una distinzione vincolante tra agende pubbliche (per le prime visite, accessibili a tutti tramite CUP, call center, farmacie, web) e agende dedicate/esclusive (per i controlli e il follow-up, gestite direttamente dallo specialista che ha preso in carico il paziente).

La regola è chiara: lo specialista che visita il paziente per la prima volta deve prescrivere e prenotare contestualmente la visita di controllo sulla propria agenda dedicata, prima che il paziente lasci l’ambulatorio. È fatto divieto assoluto di rimandare il paziente dal medico di medicina generale per ottenere la ricetta di controllo. Gli slot non occupati 48 ore prima dell’appuntamento vengono automaticamente liberati e resi disponibili come agenda pubblica.

L’agenda “Lista d’attesa”: il percorso di tutela diventa automatico

Una delle novità più concrete per il cittadino è la creazione nel sistema CUP di una specifica agenda “Lista d’attesa”. Quando il sistema non trova disponibilità entro i tempi massimi previsti dalla classe di priorità, il paziente non riceve un appuntamento fuori standard: viene inserito in questa agenda speciale e riceve un promemoria che lo avvisa che sarà ricontattato nei giorni successivi per un appuntamento che rispetti i tempi di legge. L’azienda si impegna a trovare la soluzione attivando slot aggiuntivi, prestazioni in regime ALPI a carico del SSR, o strutture private accreditate anche oltre il budget assegnato.

cup Centro unico prenotazioni liste d'attesa

Controllo ferreo sul privato accreditato

Le strutture private accreditate contrattualizzate con l’ASP non potranno più gestire autonomamente le prenotazioni. Tutte le disponibilità devono confluire obbligatoriamente nel CUP Regionale. Il mancato inserimento delle agende costituisce inadempimento contrattuale grave, con penali fino alla sospensione del budget. L’UOC Governo della Rete effettuerà monitoraggi trimestrali sulla corrispondenza tra prestazioni fatturate e prenotazioni transitate da CUP.

Telemedicina per le aree interne

L’ASP di Cosenza, che governa un territorio orograficamente complesso con molti comuni montani e disagiati, punta sulla piattaforma regionale di telemedicina (Missione 6 PNRR, soggetto attuatore Azienda Zero) per ridurre la necessità di spostamenti fisici. Tre i servizi attivabili: Televisita per i follow-up dei pazienti cronici già in carico (diabetologia, cardiologia, pneumologia), Teleconsulto medico-medico tra specialisti e MMG per condividere scelte terapeutiche senza mobilitare il paziente, Telemonitoraggio domiciliare per scompenso cardiaco e BPCO

Lotta alla hyper-prescrizione e governo dell’appropriatezza

Il piano affronta anche il lato della domanda. Attraverso i Raggruppamenti di Attesa Omogenea (RAO), l’ASP istituisce tavoli permanenti con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta per monitorare la coerenza tra quesito diagnostico e classe di priorità assegnata. I prescrittori che si discostano significativamente dalla media distrettuale (gli “outlier”) vengono identificati tramite i flussi informativi aziendali e sottoposti a procedure di audit e confronto tra pari. L’obiettivo è ridurre le prescrizioni inappropriate che saturano le liste senza reale necessità clinica.

Ambulatori aperti sabato e domenica, fino alle 23:00

Tra le misure più concrete e immediatamente percepibili dal cittadino c’è quella che molti consideravano impensabile fino a ieri: gli ambulatori specialistici dell’ASP di Cosenza apriranno anche il sabato e la domenica, con orari estesi fino alle 23:00 di sera. Non si tratta di un’iniziativa spot, ma di un piano operativo sperimentale della durata di sei mesi, previsto espressamente dal Decreto Legge 73/2024 e recepito nel PAGLA con carattere vincolante. La misura si applicherà in via prioritaria alle prestazioni con classe di priorità D (differibili, da erogare entro 30 giorni per le visite e 60 per quelle strumentali) e P (programmabili, entro 120 giorni): proprio quelle dove i ritardi sono più cronici e le liste più ingolfate.

I medici e gli infermieri che aderiranno volontariamente percepiranno compensi orari aggiuntivi — 80 euro lordi l’ora per i dirigenti medici, 50 per il personale infermieristico e tecnico — e le sedute saranno pianificate con una equa ripartizione delle ore tra tutto il personale partecipante. Ogni piano di recupero dovrà essere validato preventivamente dalle Direzioni Mediche di Presidio, e i risultati saranno monitorati mensilmente per valutare il costo-efficacia degli interventi e l’appropriatezza delle prestazioni recuperate. Per molti pazienti della provincia di Cosenza, abituati a sentirsi dire che “il primo appuntamento disponibile è tra sei mesi“, vedere accesa la luce di un ambulatorio di sabato pomeriggio potrebbe essere il segnale più tangibile che qualcosa, stavolta, sta davvero cambiando.

poliambulatorio via popilia asp cosenza

La sfida più grande: i PDTA per i pazienti cronici

Per i malati cronici – diabetici, cardiopatici, oncologici – il piano introduce un modello di presa in carico proattiva attraverso i Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA), erogati in modalità Day Service. Viene individuata la figura del Case Manager (infermieristico o medico) che funge da riferimento unico, prenota direttamente tutti gli step successivi sulle agende dedicate e solleva il paziente dall’onere di tornare al CUP per ogni singola prenotazione. Le Case di Comunità, previste dal DM 77/2022, sono il nodo preferenziale per i pazienti a bassa e media complessità.

Il cronoprogramma: cosa succede e quando

Il piano è già operativo. Da marzo ad aprile 2026 si procede con la definizione del target e la pulizia delle liste, l’acquisizione della disponibilità del personale a svolgere attività extra oraria e la creazione delle “Agende Recupero Liste d’Attesa“. Da aprile in poi parte l’attività di Re-Call per contattare i pazienti in lista e inserirli nelle nuove sedute. Il recupero degli interventi chirurgici e delle prestazioni ambulatoriali è programmato da aprile a novembre 2026. Il monitoraggio trimestrale è previsto a giugno e settembre.

Basandosi sull’esperienza del piano di abbattimento del 2025 — quando il 30% dei contatti telefonici risultò irraggiungibile o errato e il 20% dei pazienti rifiutò l’anticipo perché considerava il proprio appuntamento già pianificato — il piano stima realisticamente di recuperare circa 12.500 prestazioni rispetto alle 24.815 in lista.

Liste d'attesa esami

 

Trasparenza e comunicazione: il cittadino al centro

Il PAGLA dedica un’intera sezione alla comunicazione istituzionale. L’ASP si impegna ad aggiornare la Carta dei Servizi, a distribuire materiale informativo negli sportelli CUP, nei distretti e nelle farmacie, oltre a realizzare campagne sui media locali e a ristrutturare completamente il sito istituzionale con una sezione dedicata alle liste d’attesa (tempi medi aggiornati mensilmente, classi di priorità, percorsi di tutela, FAQ).

È prevista anche un’app per il cittadino con informazioni sui pronto soccorso, sui tempi d’attesa in tempo reale per singola tipologia di codice di accesso e la navigazione guidata verso sportelli CUP e ambulatori. I dati di monitoraggio saranno pubblicati nella sezione “Amministrazione Trasparente” del sito istituzionale, con aggiornamento continuo dalla Piattaforma Nazionale Liste di Attesa (PNLA).

Il giudizio: piano ambizioso e complesso, la verità sarà nei numeri

Il PAGLA 2026-2027 dell’ASP di Cosenza è, sulla carta, uno dei documenti più completi e operativamente dettagliati adottati in Calabria in materia di liste d’attesa. La combinazione di risorse finanziarie certe, governance strutturata, strumenti informatici innovativi (agenda “Lista d’attesa”, separazione degli slot, sistema di alert) e un cronoprogramma puntuale lo pone effettivamente in linea con i più avanzati piani aziendali nazionali.

La sfida è la realizzazione concreta. L’ASP di Cosenza governa una provincia di oltre 700.000 abitanti distribuiti su 155 comuni, molti dei quali in aree interne difficilmente raggiungibili. Le criticità strutturali — carenza di specialisti, dispersione territoriale, vecchi sistemi informativi — non si risolvono con un piano, per quanto ben scritto. Ma il documento adottato il 31 marzo 2026 è almeno un punto di partenza serio, misurabile e verificabile. Ai cittadini rimarrà il compito di tenere alta l’attenzione sui risultati, mese dopo mese.

 

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