Ionio
Lite per un panino al McDrive finisce a coltellate, 7 anni in primo grado per due cugini
L’aggressione ad agosto scorso davanti al McDrive sulla Statale 106, aveva portato al ferimento di un giovane e di un carabiniere fuori servizio. Il Gup conferma la gravità dei fatti

CORIGLIANO ROSSANO (CS) – I fatti risalgono tra il 9 e il 10 agosto 2025, davanti ad un McDrive lungo la Statale 106 Jonica, nel Cosentino. Una discussione per una precedenza nella fila si era rapidamente trasformata in una violenta aggressione. Si è concluso con due condanne a 7 anni di reclusione il processo di primo grado nei confronti di due cugini, A.S., 26 anni, e M.S. di 22, coinvolti nella violenta aggressione avvenuta al McDrive.
La notte dell’aggressione e la lite per la fila al McDrive
Il Gup del Tribunale di Castrovillari ha riconosciuto la gravità dell’impianto accusatorio, che contestava ai due imputati, a vario titolo, i reati di tentato omicidio e lesioni aggravate. Una pena inferiore rispetto ai 10 anni richiesti dal pubblico ministero, ma che conferma il peso delle accuse. Le vittime, un 22enne di Corigliano e sua cugina coetanea – carabiniera fuori servizio in servizio ad Aprilia – si erano fermate dopo una serata trascorsa sul lungomare di Schiavonea. Dalle parole si era passati in breve ai fatti: prima spintoni e pugni, poi l’utilizzo di un’arma bianca.

Nel corso dell’aggressione, il giovane è stato colpito da diversi fendenti, uno dei quali ha perforato un polmone, provocando una grave emorragia. La cugina, pur disarmata, si è frapposta tra gli aggressori e il familiare, cercando di proteggerlo e rimanendo ferita a sua volta a un braccio. Nonostante le ferite, è stata lei stessa a mettersi alla guida dell’auto, una Lancia Y, e a raggiungere il pronto soccorso. Il 22enne aveva già perso molto sangue ed è stato successivamente trasferito e operato presso l’ospedale Annunziata.
Le indagini e gli arresti
Le indagini avviate dopo l’aggressione violenta al McDrive, supportate dalle testimonianze e dalle immagini delle telecamere di sorveglianza del McDrive, hanno permesso ai Carabinieri di rintracciare e arrestare i due imputati poche ore dopo l’accaduto. Un elemento emerso nel corso delle ricostruzioni riguarda la presenza di numerosi testimoni: alcuni avrebbero ripreso la scena con gli smartphone, senza però contattare immediatamente i soccorsi.
Nel procedimento giudiziario, gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Enzo Belvedere e Giovanni Giannicco, mentre le parti civili sono state rappresentate dall’avvocato Francesco Nicoletti.



















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