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"Solo promesse"
Longobucco: “una morte annunciata” quella di Antonio Sommario: lettera aperta ad Occhiuto
Dopo la scomparsa di Antonio Sommario, operaio forestale e delegato CGIL, Eugenio Celestino denuncia carenze sanitarie e ritardi infrastrutturali: “Non una fatalità, ma una morte di Stato”

LONGOBUCCO (CS) – “La morte di Antonio Sommario è la tragica sintesi tra sanità negata e isolamento infrastrutturale”. Con queste parole si apre la lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, firmata da Eugenio Celestino, capogruppo in Consiglio comunale di Longobucco. La recente scomparsa dell’operaio forestale di Calabria Verde, delegato sindacale CGIL di 64 anni, viene indicata come il simbolo di una Calabria che “non può e non deve più accettare il ruolo di vittima sacrificale”.
Longobucco, la morte di Antonio Sommario e “una Calabria tradita dalle istituzioni”
Celestino scrive “come capogruppo, ma soprattutto come cittadino di una terra che oggi più che mai si sente tradita dalle istituzioni. La morte di Sommario non è una fatalità, ma l’esito scontato di un doppio fallimento: quello di una sanità che esiste solo sulla carta e quello di una rete infrastrutturale che ci tiene sequestrati tra le nostre montagne, a cui vogliamo orgogliosamente rimanere aggrappati”.
Nella lettera viene denunciata l’assenza di presidi sanitari adeguati: “A Longobucco i minuti e i chilometri che separano la vita dalla morte pesano come macigni. Senza un’ambulanza medicalizzata fissa e senza un punto di primo intervento reale, siamo condannati ad essere cittadini di serie B e, come tali, a una maggiore probabilità di morte per impossibilitati soccorsi. Quando un lavoratore muore perché i soccorsi non arrivano in tempo, non siamo di fronte a una tragica fatalità, ma a quella che dobbiamo avere il coraggio di definire un’annunciata ‘morte di Stato’”.

La convenzione mai operativa
Tra i punti più critici sollevati, anche una convenzione sottoscritta lo scorso settembre tra l’ASP di Cosenza e una ODV Misericordia di Scala Coeli per il servizio di emergenza. “È inaccettabile constatare – scrive Celestino – che tale servizio sembrerebbe di fatto non operante. Se così dovesse essere, com’è possibile che atti ufficiali restino chiusi nei cassetti mentre il territorio è privo di assistenza? Chi doveva vigilare sulla reale attivazione di questo servizio?”.
La viabilità aggrava la situazione
A rendere la situazione ancora più grave è il problema della viabilità. Il capogruppo punta l’attenzione sui lavori di ricostruzione del Viadotto Ortiano 2, lungo la statale Sila-Mare. “Secondo il cronoprogramma ufficiale l’opera doveva essere consegnata a settembre 2025. Siamo nel 2026 e i lavori risultano ancora incredibilmente in itinere”. Un ritardo che, secondo Celestino, non rappresenta solo un disagio quotidiano, ma “una tragica barriera fisica che impedisce alle ambulanze di raggiungere gli ospedali di riferimento in tempi compatibili con la sopravvivenza”. E avverte: “Ogni giorno di ritardo su quel cantiere è un giorno di pericolo per ogni abitante di Longobucco”.
“La comunità è stanca di sopralluoghi e promesse“, scrive Celestino, elencando ciò che per Longobucco sono le priorità:
– L’immediata attivazione del servizio di soccorso e trasporto 118 previsto dalla convenzione già esistente
– Un servizio di continuità assistenziale (Guardia Medica) continuativo
– Una medicina di base efficiente, in particolare nelle frazioni Destro, Manco e Ortiano, oggi del tutto prive di assistenza
– Un’ispezione straordinaria sui ritardi del Viadotto Ortiano 2, con turni di lavoro serrati per la consegna immediata dell’opera
– Un piano di emergenza straordinario per le aree interne, affinché non si debbano più contare ‘morti di Stato’.
L’appello al presidente Occhiuto: “Antonio Sommario è morto aspettando un aiuto che non poteva arrivare. Non permetta che il silenzio della Regione Calabria diventi complice di questa ingiustizia”.


















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