Provincia
Il dramma
Longobucco: la morte di Tonino Sommario dopo la corsa disperata verso l’ospedale
L’operaio forestale e delegato Flai Cgil è morto durante una corsa disperata verso l’ospedale di Rossano. La denuncia del sindacato: «Non è una fatalità, ma il risultato di scelte sbagliate e presidi sanitari smantellati»

LONGOBUCCO (CS) – E’ morto in una disperata corsa verso l’ospedale, Tonino Sommario, 64 anni, operaio forestale e delegato Flai Cgil, tra strade tortuose e difficili, in un viaggio di 40 chilometri, con l’auto di famiglia perché l’ambulanza non c’era. Purtroppo quella corsa non è servita: il suo cuore ha cessato di battere per strada, prima di arrivare all’ospedale di Rossano. La sua morte, ancora una volta, fa emergere le gravi carenze del sistema di emergenza soprattutto per gli abitanti dei centri montani e delle aree interne. Il 64enne avrebbe accusato un malore mentre era in casa. Allertati i soccorsi pare non ci fosse un’ambulanza disponibile. Da qui è partita la disperata corsa verso una struttura ospedaliera con l’auto di famiglia che purtroppo si è conclusa tragicamente. I funerali saranno celebrati questo pomeriggio, alle 15.30 nella Chiesa di Santa Maria Assunta a Longobucco.
La morte di Tonino Sommario «non è una fatalità»
A raccontare e denunciare quanto accaduto è stato Antonio Baratta, segretario Cgil di Longobucco, che parla con dolore, ma anche con rabbia e rassegnazione: «Se ti senti male nei paesi dell’entroterra, sei solo», dice. Una frase che per chi vive nella Sila Greca non è uno slogan, ma una tragica realtà quotidiana. «Ma quale ambulanza H24, ma quale soccorso immediato. I tempi di intervento sono lunghi, le distanze proibitive, le strade difficili. E spesso, tragicamente, non c’è una seconda possibilità».
Secondo Baratta, quella di Tonino Sommario non è una morte inevitabile: «non si tratta di una fatalità. È una responsabilità precisa. È il risultato di anni di scelte sbagliate, di presidi sanitari smantellati, di promesse non mantenute. È inconcepibile che la possibilità di salvarsi la vita dipenda dal luogo in cui si vive. Le aree interne non possono continuare a essere territori di serie B». «Qualcuno deve riflettere seriamente su questa situazione, ma soprattutto agire – conclude Baratta –. Serve garantire il diritto al soccorso immediato, potenziare i servizi di emergenza e restituire dignità e sicurezza a chi vive nelle aree interne».

Scutellà «perdita inaccettabile»
Elisa Scutellà, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale esprime dolore per la scomparsa di Antonio “Tonino” Sommario: «una perdita dolorosa che segna profondamente la comunità calabrese». «È inaccettabile che il diritto alle cure possa ancora essere condizionato dal territorio in cui si nasce o si vive».
«Le aree interne non possono restare zone marginali nei diritti fondamentali, soprattutto quando si parla di tutela della salute. Alle Istituzioni spetta la responsabilità di assicurare interventi tempestivi e di restituire fiducia, dignità e protezione a comunità che da troppo tempo subiscono isolamento e disattenzione. Alla famiglia di Tonino rivolgo un pensiero di sincera e rispettosa vicinanza».
Baldino: «una ferita al diritto alla salute delle aree interne»
Anche la deputata M5S Vittoria Baldino ha espresso profondo cordoglio alla famiglia di Antonio “Tonino” Sommario, “vittima di un tragico malore nel territorio di Longobucco”, e la “piena vicinanza ai suoi cari in questi momenti di dolore. La notizia della sua morte, avvenuta mentre cercava disperatamente di raggiungere in auto l’ospedale più vicino, è l’ennesimo e gravissimo campanello d’allarme sulla condizione della sanità nelle aree interne della Calabria. A rendere questa vicenda ancora più drammatica è il fatto che, al momento del malore, non fosse disponibile un’ambulanza sul territorio, costringendo la famiglia a una corsa disperata e solitaria“.
” Longobucco e nei territori montani dell’entroterra – prosegue la parlamentare – la guardia medica non sempre è presente, i mezzi di soccorso non sono garantiti in modo continuativo e le lunghe distanze dagli ospedali trasformano ogni emergenza in un percorso a ostacoli. La cronica carenza di personale medico, di presidi territoriali e di servizi di emergenza-urgenza è stata denunciata da tempo, ma le risposte continuano ad avvitarsi su scuse banali: dal numero chiuso a medicina a generici problemi strutturali. Viene volontariamente ignorata la non attrattività del sistema sanitario regionale compromessa da precise e scellerate scelte politiche regionali”.
“Non possiamo più accettare che il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, diventi un privilegio per chi vive vicino ai grandi centri e una condanna per chi abita nelle aree interne. Tonino Sommario non è morto per caso: è morto perché a Longobucco mancavano servizi sanitari essenziali, a partire da un’ambulanza disponibile e da soccorsi tempestivi. Finché lo Stato continuerà ad arretrare nelle aree interne – conclude Baldino – ogni ritardo nei soccorsi sarà una condanna. E su questo continueremo a pretendere quelle risposte e quegli interventi immediati che non si vogliono adottare”.



















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