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INCOMPLETO
Casse vuote, incarichi, Lorica e ricandidatura. Barile non risponde alle domande
Casse comunali, presunti illeciti, affidamenti, commercio, turismo e Lorica: le domande di Quicosenza al sindaco Barile alle quali non è arrivata una risposta concreta

SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – In seguito a quanto verificatosi a Lorica e considerato che il sindaco Antonio Barile si trova all’inizio della sua consiliatura, avevamo deciso di sottoporre delle domande al primo cittadino di San Giovanni in Fiore, con l’obiettivo di affrontare e cercare di fare chiarezza su alcuni dei temi controversi dell’attuale fase amministrativa. Questioni precise, sulle quali sarebbe stato interessante conoscere direttamente la posizione del primo cittadino.
Tra le domande sottoposte al sindaco c’erano interrogativi molto concreti: la reale situazione finanziaria del Comune e il significato dell’espressione “casse vuote”; i presunti illeciti che, secondo quanto affermato in precedenza, avrebbero contribuito a determinare il buco finanziario; l’affidamento diretto di circa 100 mila euro a un professionista non residente a San Giovanni in Fiore; le strategie per il rilancio del commercio; la vicenda del lungolago e del pontile di Lorica; la strategia complessiva sul turismo; la tenuta politica di un’amministrazione nata senza una maggioranza consiliare e, infine, la disponibilità dello stesso Barile a ricandidarsi qualora si dovesse tornare anzitempo alle urne.

Barile racconta il suo Comune: ma è silenzio sulle nostre domande
Domande alle quali, obiettivamente non sono state date risposte dal primo cittadino, il quale ci aveva rimandato all’incontro pubblico “Giunta in piazza”, assicurandoci che avrebbe dato tutte le risposte necessarie. Ebbene, quelle risposte non sono arrivate. Nel corso della serata Barile ha parlato di trasparenza, della volontà di rendere conto ai cittadini dell’attività amministrativa e della scelta di scendere periodicamente in piazza per raccontare ciò che è stato fatto e ciò che si intende fare. Un’impostazione certamente condivisibile, perché il confronto pubblico e la possibilità per i cittadini di conoscere, valutare e anche criticare l’operato degli amministratori rappresentano elementi essenziali della vita democratica.
Ma la trasparenza, inevitabilmente, passa anche dalla capacità di rispondere alle domande, a volte anche a quelle più scomode. È vero che alcuni degli argomenti sono stati sfiorati dagli assessori. Pino Belcastro ha parlato delle difficoltà finanziarie ereditate e delle condizioni nelle quali, secondo l’amministrazione, sarebbe stato trovato il Comune. Giovanna Straface ha illustrato il lavoro sulla programmazione, sulle attività produttive e sul commercio. Annabella Astorino ha invece presentato diversi progetti legati alla digitalizzazione, alla cultura e alla valorizzazione del patrimonio. Si tratta di interventi che consentono di conoscere una parte dell’attività amministrativa avviata nei primi giorni di governo. Ma non sostituiscono le risposte del sindaco alle domande che gli erano state rivolte.

Soprattutto, restano completamente sullo sfondo alcune delle questioni politicamente più rilevanti. Non viene chiarito, ad esempio, a quali specifici episodi o atti Barile faccia riferimento quando parla di eventuali gravi irregolarità della precedente amministrazione. Non viene affrontata la questione dell’incarico da circa 100 mila euro a un professionista esterno al territorio, nonostante il tema degli affidamenti ai professionisti locali fosse stato posto dallo stesso sindaco come elemento di critica nei confronti del passato. E ancora: nessuna risposta arriva sulla situazione del lungolago e del pontile di Lorica, né sulla possibilità che, attraverso una soluzione amministrativa e nel rispetto delle autorizzazioni, quelle strutture potessero essere utilizzate per dare ulteriore slancio agli imprenditori turistici di Lorica che con tanti sacrifici stanno cercando di rilanciare il villaggio turistico.
Altrettanto significativa è l’assenza di una risposta sul piano politico. Barile è stato eletto sindaco senza una maggioranza consiliare. Una condizione che inevitabilmente pone interrogativi sulla stabilità dell’amministrazione e sulla sua capacità di arrivare alla fine della consiliatura. Eppure anche questo tema non viene affrontato pubblicamente. Ancora più interessante, alla vigilia di una fase amministrativa che potrebbe riservare nuovi scenari, è il silenzio sulla possibile ricandidatura. Se l’esperienza amministrativa dovesse interrompersi anzitempo e si tornasse alle urne, Barile sarebbe disposto a ricandidarsi?
Il punto, dunque, non è stabilire se l’amministrazione Barile abbia fatto bene o male in questi primi 40 giorni. Quello sarà oggetto di valutazioni politiche e giornalistiche, sulla base dei fatti e dei risultati. La “Giunta in piazza” ha rappresentato e può rappresentare un interessante strumento di partecipazione e trasparenza. Ma proprio per questo non dovrebbe trasformarsi esclusivamente in una vetrina nella quale l’amministrazione racconta ciò che ha fatto e ciò che intende fare. Perché la trasparenza non si misura soltanto da quanto si racconta, ma anche dalla disponibilità a rispondere a ciò che viene chiesto.


















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