Calabria
CERCASI SOLUZIONE
Lotta al randagismo, in Calabria arriva una nuova proposta di legge
L’assessore Pasqualina Straface presenta la riforma della legge 45/2023 che riguarda da vicino il problema del randagismo: “Non è solo burocrazia, è un atto di civiltà”

CATANZARO – La Calabria prova a voltare pagina sulla gestione del randagismo e sulla tutela degli animali d’affezione. Per la prima volta nella storia della Regione, la delega al benessere animale entra ufficialmente nell’agenda politica come una priorità definita e strutturata. Ad annunciarlo è stata l’assessore all’Inclusione sociale e Welfare, Pasqualina Straface, durante un incontro con le associazioni di volontariato per discutere le modifiche sulla legge regionale 45/2023.
Randagismo in Calabria, investimento da 7 milioni di euro
La riforma non si muoverà solo sul piano dei principi, ma sarà sostenuta da un robusto piano finanziario. “Metteremo in campo più di 7 milioni di euro“, ha dichiarato l’assessore, precisando che le risorse saranno spalmate su un piano triennale gestito direttamente dal Dipartimento Salute. L’obiettivo è superare le croniche carenze organizzative che hanno reso il randagismo una piaga sociale ed economica per il territorio calabrese.

Il cuore della proposta normativa punta sulla prevenzione e sulla dignità del ricovero. Tre i pilastri fondamentali:
- Sterilizzazione permanente >> Campagne sistematiche su cani e gatti vaganti per arginare le nascite incontrollate;
- Tracciabilità >> Rafforzamento dell’iscrizione all’anagrafe animale per responsabilizzare i proprietari e contrastare l’abbandono;
- Monitoraggio rigoroso >> Un giro di vite sui controlli nelle strutture di accoglienza. L’obiettivo dichiarato è impedire che i canili diventino strutture fatiscenti e sovraffollate, definite senza mezzi termini dall’assessora come “lager”.
Una responsabilità collettiva
Secondo la nuova visione regionale, la gestione degli animali non sarà più un onere delegato a pochi, ma una “responsabilità collettiva“. Il progetto prevede infatti un coordinamento stretto tra Comuni, Aziende sanitarie provinciali (ASP), cooperative sociali e scuole. Un ruolo centrale sarà affidato alle associazioni di protezione degli animali, elementi chiave per garantire che la legge si traduca in benessere effettivo.

Per quanto riguarda le emergenze, il compito di soccorrere e curare i cani feriti resterà in capo alle ASP, che dovranno garantire interventi tempestivi e qualificati. “La Calabria possiede già una legge, ma finora ha dimostrato limiti strutturali“, ha concluso Straface a margine dell’incontro con i giornalisti. “Questa proposta, che approderà presto in Consiglio, è un atto di civiltà necessario per valorizzare il lavoro del volontariato e garantire standard di vita dignitosi ai nostri animali“. La sfida ora passa all’aula, dove la proposta di legge dovrà essere discussa e depositata per diventare realtà operativa.



















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