Calabria
Ludopatia in Calabria, colpisce 60mila persone: in 9 comuni del Cosentino il doppio della spesa media nazionale
La ludopatia in Calabria coinvolge 60mila persone per un costo sociale di circa 80 milioni di euro e una spesa media annua di oltre 2.200 euro. Nove comuni della provincia di Cosenza fanno registrare almeno il doppio della media nazionale

COSENZA – Gioco d’azzardo e ludopatia sono ormai un fenomeno sempre più rilevante in Italia, e la Calabria è tra le regioni più colpite. A giocare sono giovani e adulti. Nel 2025 gli italiani hanno “investito” complessivamente circa 170 miliardi di euro nel gioco, pari al 7,2% del Pil nazionale, circa 2.800 euro a persona. La maggior parte della spesa riguarda il gioco online, con circa 100 miliardi di euro, mentre le sale fisiche contribuiscono per circa 70 miliardi, in gran parte tramite Gratta e vinci, scommesse sportive e Lotto.
Secondo i dati Federconsumatori riferiti al 2024, in Calabria l’importo medio pro capite delle giocate nei luoghi fisici è stato di 2.211 euro, ben al di sopra della media nazionale di 1.563 euro. L’indice dei conti attivi online in regione è di 0,47 rispetto alla media nazionale di 0,34. I ludopatici calabresi sono stimati in circa 60mila, con un costo sociale di circa 80 milioni di euro.
“I numeri dimostrano come il confine tra gioco come intrattenimento e patologia sia sottile”, spiega il dottor Massimo Persia, medico specializzato nelle dipendenze e autore del libro Skin Player. “In Italia ci sono circa 1,5 milioni di giocatori patologici, con un aumento significativo tra i giovani. È fondamentale ascoltare gli adolescenti e promuovere giochi educativi e formativi, piuttosto che quelli violenti o a sfondo sessuale”.
Ludopatia, in Calabria si spende di più per il gioco
L’analisi evidenzia anche come il Mezzogiorno, in testa Campania, Sicilia e Calabria, sia l’area dove si spende di più per il gioco, mentre alcune località turistiche del Nord Italia diventano vere e proprie “oasi” per scommettitori. La Calabria figura anche al quarto posto nella classifica italiana per sale da gioco confiscate, secondo il dossier Azzardomafie di Libera.
L’analisi di Unsic conferma inoltre che il gioco online domina la spesa nazionale, con scommesse sportive, casinò e giochi di carte che registrano una crescita continua, mentre il gioco fisico resta predominante nei bar, tabaccai e sale Bingo. In tutto il Paese, circa 11,5 miliardi di euro finiscono nelle casse dello Stato, a fronte di una spesa complessiva in continua crescita.

La Calabria, in questo quadro, registra indici di gioco molto più alti della media nazionale. Secondo i dati Federconsumatori riferiti al 2024, l’importo medio pro capite delle giocate sul complesso della popolazione residente è stato di 2.211 euro per il gioco nei luoghi fisici (rispetto a 1.563 di media nazionale), mentre l’indice dei conti attivi online è di 0,47 contro la media nazionale di 0,34.
I ludopatici in regione sono circa 60mila (su una popolazione di 1,8 milioni di residenti), per un costo sociale di circa 80 milioni di euro. Per quanto riguarda i piccoli comuni che fanno registrare almeno il doppio della media nazionale, come ha evidenziato la ricerca “L’azzardo online nei piccoli comuni italiani” di Federconsumatori, primeggia Stefanaconi (Vv).
Segue Praia a Mare (Cs), Ricadi (Vv), San Lorenzo del Vallo (Cs), San Luca (Rc), Lungro (Cs), Belvedere Marittimo (Cs), San Lucido (Cs), Soriano (Vv), Mileto (Vv), Sant’Onofrio (Vv), Diamante (Cs), San Pietro in Guarano (Cs), Torano Castello (Cs), Tropea (Vv), Cetraro (Cs), Delianuova (Rc), Rocca di Neto (Kr), Rizziconi (Rc), Curinga (Cz), Botricello (Cz).




















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