Provincia
Luzzi, consiglio comunale alle 11 del mattino: la minoranza protesta “democrazia a porte chiuse”

LUZZI (CS) – Il consiglio comunale convocato alle 11 del mattino e la protesta della minoranza non si fa attendere. Il gruppo consiliare Luzzi Unita torna ad accusare la maggioranza di tenere “la democrazia a porte chiuse”, dopo la convocazione della seduta del 30 giugno in orario lavorativo, nonostante le reiterate richieste di tenere le riunioni in fasce orarie compatibili con gli impegni professionali dei consiglieri.
“Ci troviamo ancora una volta di fronte a un diritto calpestato – affermano i rappresentanti del gruppo –. Escludere chi lavora dalle sedute del Consiglio significa indebolire la democrazia e ignorare il principio di piena partecipazione sancito dallo Statuto comunale e dal regolamento consiliare”.
Il riferimento è anche all’articolo 8 del Regolamento, che prevede l’organizzazione dei lavori “sentita la conferenza dei capigruppo”, e al Testo Unico degli Enti Locali (art. 38, comma 7), che raccomanda esplicitamente la massima partecipazione possibile ai lavori dell’organo consiliare. “Ma la risposta della maggioranza – attaccano – è stato il silenzio. O peggio: la scelta consapevole di escludere”.
Un episodio analogo si era già verificato lo scorso 20 maggio (in foto), quando la consigliera Anna Pingitore, docente di sostegno, fu impossibilitata a partecipare per non abbandonare i suoi studenti con fragilità, spiegando pubblicamente la sua posizione. “E oggi – denunciano ancora – si ripete lo stesso copione, con una convocazione che impedisce la presenza di consiglieri legittimamente eletti”.
“Atteggiamento miope e divisivo”
Secondo Luzzi Unita, la scelta di tenere le sedute in orario mattutino non penalizza solo i consiglieri, ma anche gran parte dei cittadini, esclusi di fatto da una rappresentanza piena e attiva. “Un consiglio comunale che esclude non rappresenta. E allora – si chiedono – che idea di democrazia ha questa maggioranza? Quale concetto di rappresentanza sostiene?”. Il gruppo annuncia che continuerà a denunciare pubblicamente quello che definisce un atteggiamento miope e divisivo. L’obiettivo è chiaro: “rendere il Consiglio comunale un luogo realmente aperto al confronto, al rispetto istituzionale e all’ascolto”. “Perché la democrazia – conclude il gruppo – non si misura dai numeri in Aula, ma dalla qualità del dialogo e dalla volontà di ascoltare anche chi la pensa diversamente. Uniti, con dignità e coraggio, possiamo costruire un futuro in cui la democrazia non sia solo una parola, ma un impegno concreto”.



















Social