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Madonna del Pilerio, Cosenza celebra la sua santa Patrona: 450 anni fa il miracolo che salvò la città dalla peste

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Santa patrona

Madonna del Pilerio, Cosenza celebra la sua santa Patrona: 450 anni fa il miracolo che salvò la città dalla peste

Cosenza rinnova la sua devozione alla Madonna del Pilerio. La città celebra la sua Santa Patrona, ricordando i 450 anni dalla liberazione dalla peste e i 50 anni dal restauro dell’icona mariana custodita nel Duomo

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Madonna del Pilerio santa protettrice Cosenza

COSENZA – Fede, storia e tradizione si intrecciano nel giorno più sentito dai cosentini. Come ogni anno, il 12 febbraio, Cosenza si raccoglie in preghiera per la Madonna del Pilerio, Regina e Patrona della città. Un culto che affonda le sue radici in oltre cinque secoli di storia e che nel 2026 assume un significato ancora più profondo: ricorrono infatti i 450 anni dal miracolo della liberazione dalla peste del 1576 e i 50 anni dal restauro dell’icona. Le celebrazioni di oggi coincidono con la contestuale visita in città del Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa.

In occasione del 450° anniversario del miracolo, avvenuto nel 1576, e in vista di un successivo intervento di studio e restauro da parte dei tecnici del Ministero della Cultura, si è deciso di trasferire l’immagine sacra, insieme alla sua struttura di protezione, nella navata centrale della Cattedrale grazie all’intervento di una squadra dei Vigili del Fuoco che hanno effettuato un delicato intervento di movimentazione. Il trasferimento dell’icona ha rappresentato un passaggio significativo nel percorso di valorizzazione e conservazione della vergine, figura centrale nella storia e nella devozione della comunità cosentina.

Madonna del Pilerio

Dal 1607 l’immagine sacra è custodita nella cappella appositamente costruita all’interno della Cattedrale di Santa Maria Assunta di Cosenza. Oggi, come da tradizione, l’effigie viene portata in processione per le vie cittadine, accompagnata dalla preghiera e dalla partecipazione di migliaia di fedeli. La Vergine è considerata la protettrice della città e dei cosentini per due eventi drammatici che hanno segnato la storia della città: la terribile epidemia di peste del 1576 e il rovinoso terremoto del 1783.

Il miracolo della peste del 1576

Era il 1576 quando una devastante epidemia di peste colpì duramente Cosenza e l’intero Mezzogiorno, mietendo numerose vittime. Di fronte all’impotenza umana, la popolazione si affidò alla preghiera. Secondo la tradizione, un fedele anonimo notò sull’icona della Vergine una macchia sul volto simile a un bubbone della peste.

Quel segno venne interpretato come il gesto della Madonna che si sarebbe accollata la malattia per salvare il popolo. Poco dopo, in modo inspiegabile, i casi di peste iniziarono a diminuire fino a scomparire del tutto. Il fatto fu subito riconosciuto come miracolo, dando origine a un intenso pellegrinaggio da tutta la Calabria.

Madonna del Pilerio

Da “in Pilerio” a Regina e Patrona 

Per facilitare la venerazione dei fedeli, nel 1603 il vescovo Costanzo fece collocare il dipinto su un pilastro (“in pilerio”) vicino a una delle porte della chiesa. Da qui nacque il nome Madonna del Pilerio. Il 17 aprile 1607, su richiesta unanime dei cosentini, l’Arcivescovo Costanzo incoronò ufficialmente la Vergine come Regina e Patrona della città, consacrando un legame indissolubile con il popolo. La festa patronale non si celebra l’8 settembre, data della Natività di Maria, ma il 12 febbraio, in memoria del devastante terremoto che colpì Cosenza nel 1783. Anche in quell’occasione i fedeli notarono segni sul volto dell’icona: alcune screpolature apparse durante il sisma e mai scomparse del tutto.

Dopo quell’evento, i cosentini chiesero e ottennero l’istituzione di una seconda festa, detta del Patrocinio, fissata proprio il 12 febbraio. La devozione ha ricevuto nel tempo importanti riconoscimenti. Il 6 ottobre 1984 Papa Giovanni Paolo II fece visita all’icona durante il suo viaggio pastorale in provincia. Nel 1988, Monsignor Dino Trabalzini la proclamò Patrona Principale della Diocesi di Cosenza-Bisignano, confermandone il titolo di Patrona della città.

MAdonna del Pilerio processione

L’oro votivo: la fede raccontata dai fedeli

Un segno tangibile dell’amore del popolo cosentino è rappresentato dall’oro votivo della veergine, una collezione di oltre 300 monili tra anelli, collane, croci, bracciali e spille. Ogni ex voto racconta una storia personale di gratitudine, speranza e affidamento, diventando parte della memoria collettiva della città. Nel giorno della festa, la cttà si stringe attorno alla sua Patrona con una preghiera che attraversa i secoli: «Vergine del Pilerio, Madre della Chiesa, Tu sei per noi Sostegno, Aiuto e Speranza…
O Madonna del Pilerio, nostra gloriosa Patrona, prega per noi». 

La Processione per le vie della città

Questo il percorso della processione per le vide della città: Piazza Duomo- Corso Telesio–Pizza dei Valdesi. Ponte Mario Martire e via Sertorio Quattromani, piazza G. Matteotti, viale Trieste, via Vittorio Veneto, via R. Misasi–via Parisio. La madonna arriverà a Piazza Santa Teresa, percorrerà via Arabia, Piazza Scura ed arriverà a Corso Mazzini in Piazza XI Settembre (sosta e omaggio floreale del Prefetto, Rosa Maria Padovano).

Poi, via Tagliamento, via Montesanto, Piazza della Vittoria, Corso Umberto fino a Piazza dei Bruzi (sosta e omaggio floreale del Sindaco Franz Caruso-Atto di Consacrazione della Città di Cosenza). La processione ripartirà vero il centro storico: piazza XX Settembre, via Sertorio Quattromani, piazza dei Valdesi, Corso Telesio e conclusone in Piazza Duomo.

 

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