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Maestre condannate per maltrattamenti in una scuola dell’infanzia: la Corte d’Appello inasprisce la pena

Calabria

Maestre condannate per maltrattamenti in una scuola dell’infanzia: la Corte d’Appello inasprisce la pena

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asilo maltrattamento

CATANZARO – La Corte di Appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Giancarlo Bianchi, ha condannato due maestre d’asilo di Cotronei, per maltrattamenti nei confronti dei loro piccoli allievi, aggravando sensibilmente la pena rispetto al primo grado di giudizio. Le due insegnanti, che prestavano servizio nell’asilo comunale della cittadina calabrese, sono state riconosciute colpevoli di atti gravi e sistematici di violenza fisica e psicologica sui bambini: schiaffi, calci, strattoni, minacce, tirate di capelli e persino l’uso di una “stanza buia” come forma di punizione. A ciascuna è stata inflitta una condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione, con pena sospesa. Inoltre, la Corte ha stabilito il risarcimento dei danni alle famiglie dei bambini coinvolti, accogliendo le istanze delle parti civili rigettate in primo grado.

I fatti

Risalgono al 2017, quando i carabinieri, dopo le denunce di alcuni genitori, installarono telecamere e microfoni nascosti all’interno dell’asilo. Le immagini raccolte durante l’indagine documentarono episodi di maltrattamento ed un clima di terrore quotidiano per i piccoli, costretti in alcuni casi a mangiare “faccia al muro” o con i loro effetti personali gettati fuori dalla classe. Nel gennaio 2020, il Tribunale di Crotone aveva derubricato il reato da “maltrattamenti” ad “abuso dei mezzi di correzione”, condannando le due insegnanti a 4 mesi. La Corte d’Appello ha invece riclassificato correttamente i fatti come maltrattamenti, sottolineando la gravità e la sistematicità delle condotte.

CNDDU: “Ogni ferita nell’infanzia lascia segni profondi”

Sulla vicenda è intervenuto anche il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che ha espresso “profonda preoccupazione e indignazione” per quanto emerso. Il presidente Romano Pesavento sottolinea: “Questi eventi devono farci riflettere sul senso dell’educazione e sul ruolo cruciale degli insegnanti nella formazione affettiva e sociale dei bambini. La scuola dell’infanzia non può trasformarsi in un luogo di paura: è lì che un bambino impara a conoscersi e a conoscere il mondo”.

prof. Romano Pesavento presidente CNDDU 2

Il CNDDU ha lanciato un appello al Ministero dell’Istruzione e del Merito affinché venga istituito un osservatorio permanente sul benessere infantile nei contesti educativi. La proposta include anche l’adozione di linee guida e strumenti concreti per prevenire gli abusi, oltre a una più solida formazione psico-pedagogica del personale scolastico. “Ogni ferita nell’infanzia lascia segni profondi. Proteggere i bambini è un dovere collettivo: nessuna giustificazione può attenuare il diritto alla dignità, al rispetto e alla cura”, ha concluso Pesavento.

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