Calabria
Maltempo: interventi continui a Corigliano Rossano, incognite su ristori e stagione estiva
Il sindaco Flavio Stasi segnala criticità diffuse sul territorio e interventi continui in somma urgenza, mentre dal Consiglio regionale Giuseppe Ranuccio denuncia il silenzio delle istituzioni e l’assenza di ristori per cittadini e imprese dopo i cicloni

CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Si continua a lavorare ai danni causati dal maltempo ma nel frattempo si attendono i ristori. Il territorio di Corigliano Rossano è interessato da numerosi dissesti idrogeologici. Il sindaco Flavio Stasi, attraverso un intervento sui social, ha evidenziato la presenza di “decine le frane sul territorio comunale, che stiamo progressivamente rimuovendo. Quella più impressionante è nei pressi di Dragonetto, sulla quale mi sono recato personalmente insieme ai Vigili del Fuoco: un lato della collina si è riversato per intero sulla strada e stiamo intervenendo su entrambi i lati”, ha dichiarato il primo cittadino.
Maltempo: somma urgenza e ristori
Stasi ha inoltre evidenziato come parte delle criticità idrauliche sia legata alla condizione delle infrastrutture provinciali, in particolare alla SP190: “Ieri gran parte dell’acqua su Toscano è arrivata da questo punto e dalla SP190, il cui fosso laterale non esiste più da tempo, mai pulito, come su gran parte delle provinciali”. La gestione delle emergenze ha visto il Comune intervenire direttamente per contenere l’acqua e ripristinare la viabilità, anche in assenza immediata dei mezzi provinciali. “Di solito tocca alla SP191 allagare il territorio, stavolta è toccato alla 190. Siamo intervenuti come Comune, prima per fermare l’acqua, poi per riaprire la strada: il mezzo più vicino della Provincia probabilmente era verso Acri o San Giovanni in Fiore”, ha aggiunto Stasi.

Consorzio di bonifica e gestione delle esondazioni
Un ulteriore focus riguarda il sistema dei canali consortili. Il sindaco Stasi ha riconosciuto l’impegno operativo del Consorzio di Bonifica, ma ha sollevato dubbi sull’organizzazione complessiva dell’ente, anche in relazione alla centralizzazione delle funzioni disposta dalla Regione guidata da Roberto Occhiuto. “Il Consorzio di Bonifica devo dire è rimasto operativo fino a notte, e ringrazio davvero tutti gli operatori, ma.. c’è un ma che riguarda la funzione e l’organizzazione di questo ente che Occhiuto ha centralizzato. Il 90% delle esondazioni di ieri riguardano canali consortili, da Dragonetto a Schiavonea passando da Gammicella”, ha dichiarato Stasi.
Il primo cittadino ha inoltre sottolineato la difficoltà di gestire una rete idraulica estesa con risorse limitate: “Ieri, in emergenza, mentre chiedevamo di intervenire sul Missionante esondava Gammicella, mentre erano su Gammicella esondava a Schiavonea e Ricota Grande e così via. Più che riformarlo, lo hanno deformato”.
Criticità operative
Tra gli interventi effettuati, il Comune è intervenuto anche per il ripristino di argini e la gestione di emergenze idrauliche specifiche. “Siamo intervenuti in somma urgenza anche per ripristinare l’argine del Muzzolito, per la terza volta”. In relazione ad ulteriori richieste di supporto, il sindaco ha evidenziato difficoltà operative: “Abbiamo chiesto poi a Calabria Verde di intervenire sulla foce del Malfrancato prevenendo esondazioni. Risposta: non abbiamo mezzi in zona”. Solo successivamente i mezzi dell’ente regionale sono arrivati sul posto, mentre nel frattempo il Comune ha provveduto autonomamente ad aprire la foce.
Stasi ha ribadito che molte delle criticità emerse erano già state segnalate negli anni precedenti. Ha inoltre collegato il dissesto anche a fattori ambientali come gli incendi, oltre che alla quantità eccezionale di pioggia. “L’acqua ieri è stata tanta? Si, lo dimostrano le frane, che però sono anche frutto di incendi. Ci sono, però, interi apparati regionali che le pagine del vocabolario con le parole ‘prevenzione’ e ‘presidio’ le hanno strappate”.
Il sindaco ha infine posto il tema dei costi degli interventi sostitutivi effettuati dai Comuni: “Mi chiedo, inoltre: per tutti gli interventi che continuiamo a fare in sostituzione di altri, chi paga? Dopo il ciclone Harry ho lasciato correre. Dopo Ulrike questo aspetto l’ho ritenuto secondario, ma stavolta andrò fino in fondo anche su questo”.

Ranuccio e l’appello della politica regionale: “Silenzio assordante”
Sul fronte regionale, il vicepresidente del Consiglio calabrese Giuseppe Ranuccio denuncia la mancanza di risposte istituzionali a oltre un mese dai cicloni che hanno colpito la Calabria. “A più di un mese dal primo dei tre cicloni che hanno devastato le coste calabresi, il silenzio delle istituzioni regionali è assordante”, ha affermato Ranuccio, sottolineando come “nessun ristoro è stato ancora riconosciuto a cittadini e imprese duramente colpiti”.
Secondo il vicepresidente “la Regione Calabria, ad oggi, non ha chiarito come intende intervenire, né ha fornito indicazioni operative ai Comuni, che restano in una condizione di totale incertezza”.
Incognite su ristori e stagione estiva
Ranuccio evidenzia le difficoltà degli enti locali e le ricadute economiche e sociali della situazione: “Sindaci e amministrazioni non sanno come muoversi, mentre famiglie e operatori economici continuano ad attendere risposte concrete”. Il rischio, secondo l’esponente del Partito Democratico, è che l’assenza di interventi tempestivi possa compromettere ulteriormente il tessuto produttivo regionale: “Non si sa se e quando i ristori arriveranno. Nel frattempo la stagione estiva è ormai alle porte e il rischio è quello di compromettere ulteriormente un comparto già messo in ginocchio dagli eventi calamitosi”.

Ranuccio richiama anche gli impegni annunciati dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, evidenziando come al momento non siano seguiti sviluppi concreti in Consiglio regionale. “Occhiuto aveva garantito che avremmo discusso della situazione in Consiglio regionale: ad oggi, però, non si è visto nulla”.
Tra le proposte avanzate, anche quella di destinare risorse già stanziate: “Avevamo indicato una soluzione chiara e immediata: stornare le somme stanziate per il 2026 destinate al Ponte sullo Stretto per far fronte all’emergenza e sostenere i territori colpiti. Una proposta rimasta inascoltata, mai discussa”. Ranuccio sottolinea l’urgenza di interventi immediati per sostenere cittadini e territori: “La Calabria non può permettersi ritardi né ambiguità: servono risposte e risorse subito, serve rispetto per i territori e per i cittadini”.



















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