Area Urbana
Maltempo e crisi idrica, De Cicco: «Il sistema non funziona». Piano Lago può ripartire in 90 giorni
Il consigliere regionale dei Democratici Progressisti Meridionalisti punta il dito contro la gestione delle emergenze e propone di affidare al Consorzio Valle Crati il potabilizzatore di Piano Lago. Sul tavolo un piano operativo con tempi definiti: 30 giorni per censire le criticità, 60 per definire gli interventi e 90 per avviare le prime sperimentazioni

COSENZA – Gli effetti del maltempo dello scorso 10 ottobre, tra impianti di potabilizzazione bloccati nel Cosentino e nel Catanzarese e interruzioni di corrente nel Reggino, riaccendono il dibattito sulla gestione delle risorse idriche in Calabria. Una nuova emergenza che, secondo Francesco De Cicco, consigliere regionale e capogruppo dei Democratici Progressisti Meridionalisti, mette in luce le criticità strutturali di un sistema che continua a mostrare fragilità proprio quando sarebbe necessario garantire continuità ed efficienza.
Maltempo e disservizi, De Cicco sulla gestione idrica
«L’ennesima giornata di disagi legata al maltempo dello scorso 10 ottobre, con impianti di potabilizzazione fermi nel Cosentino e nel Catanzarese e blackout nel Reggino, è la conferma plastica di un dato non più rinviabile: il sistema idrico calabrese così com’è gestito non funziona. La logica dei tamponamenti e delle continue emergenze ha fallito e a farne le spese sono esclusivamente i cittadini».
«Se Arrical rappresenta l’ente di governo del sistema che può tracciare le linee guida, è oramai evidente che Sorical non ha la struttura idonea, né tecnica né organizzativa, per farsi carico dell’intero bacino regionale. La percezione dei calabresi nei confronti di Sorical è quella di un soggetto distante, un muro burocratico che ha provocato un netto distacco dai territori. L’ingresso di Sorical nei Comuni non ha portato i miglioramenti promessi, ma spesso soltanto bollette più salate a fronte di un servizio che rimane precario e privo di continuità nei momenti di criticità».

Il modello Valle Crati e la proposta per Piano Lago
La soluzione indicata dal capogruppo DPM passa da una maggiore valorizzazione delle esperienze operative radicate sul territorio. Tra queste, De Cicco richiama il Consorzio Valle Crati, citandone l’attività nel settore della depurazione e nella gestione degli impianti fognari come esempio da valutare anche per il servizio idrico integrato.
«Non si tratta di fare uno spot a nessuno, ma di guardare pragmaticamente a ciò che funziona. L’esperienza del Consorzio Valle Crati, ad esempio sul fronte della depurazione e della gestione degli impianti fognari, dimostra come la vicinanza al territorio e il rapporto diretto con l’utenza consentano di mantenere alti gli standard qualitativi e contenuti i costi. Perché non provare a sperimentare questa strada anche per il servizio idrico integrato, partendo dalle emergenze e dalle infrastrutture strategiche ferme?»
Al centro della proposta c’è il potabilizzatore di Piano Lago, infrastruttura sulla cui attivazione il consigliere afferma di essere impegnato da oltre un anno, attraverso iniziative istituzionali e interrogazioni consiliari. L’obiettivo è ottenere risposte sullo stato dell’opera, sulla sua effettiva funzionalità e sui tempi necessari per renderla pienamente operativa.
«È da un anno, con atti istituzionali e interrogazioni consiliari, che chiedo risposte chiare sullo stato d’avanzamento, sulla funzionalità e sui tempi di attivazione dell’impianto di Piano Lago. È un’infrastruttura fondamentale che potrebbe dare risposte concrete e immediate alla crisi idrica del territorio, ma che continua a rimanere un’opera incompiuta o sottoutilizzata. Il progetto pilota potenziale non deve rimanere sulla carta: si potrebbe partire sin da subito affidando al Consorzio Valle Crati la gestione del potabilizzatore di Piano Lago. Sarebbe il banco di prova ideale per testare sul campo un modello operativo d’eccellenza, capace di garantire continuità, manutenzione tempestiva ed efficienza reale».

Un cronoprogramma in 90 giorni per cambiare passo
La proposta si inserisce in un’ipotesi più ampia, avanzata anche dal presidente del Consorzio Valle Crati, Maximiliano Granata, che punta a sperimentare un modello di gestione maggiormente orientato alle esigenze dei territori. Il cronoprogramma prevede tre tappe: il censimento delle criticità entro 30 giorni, la predisposizione di un piano operativo entro 60 giorni e l’avvio delle prime sperimentazioni entro 90 giorni.
Il percorso ipotizzato coinvolgerebbe la Regione Calabria, Arrical, Sorical e la Protezione Civile, con il supporto tecnologico di partner consolidati come Kratos e Acea. Un progetto che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe consentire di individuare le priorità, intervenire sulle infrastrutture strategiche e verificare sul campo l’efficacia di un modello gestionale più vicino alle comunità.
«Un modello di governance di prossimità – conclude Francesco De Cicco – è un tentativo doveroso che la Regione e Arrical devono prendere in considerazione per superare un’inefficienza cronica. I cittadini calabresi non chiedono miracoli, ma un gestore presente, ‘amico’ del territorio e capace di garantire l’acqua nelle case anche quando piove. Sbloccare il potabilizzatore di Piano Lago e affidarlo a una struttura efficiente e vicina alle comunità è il primo passo concreto per dimostrare che le cose in Calabria possono finalmente cambiare».


















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