Calabria
Maltrattamenti e uccisioni di animali al centro del processo a Catanzaro: LNDC chiede di costituirsi parte civile
Presunti maltrattamenti e gravi violazioni nella gestione degli stabulari dell’Università Magna Graecia. Il processo vede 26 imputati tra ex Rettore, ricercatori, veterinari e funzionari ASP

CATANZARO – Sono i maltrattamenti il fulcro del maxi–processo in corso a Catanzaro, per il quale LNDC Animal Protection ha presentato richiesta di costituzione di parte civile nella prima udienza relativa alle presunte violazioni commesse negli stabulari dell’Università Magna Graecia. Sul banco degli imputati 26 persone, tra cui l’ex Rettore, ricercatori, docenti universitari, veterinari e funzionari dell’ASP di Catanzaro.
Maltrattamenti e uccisioni di animali
Secondo quanto emerso dalle indagini, gli imputati avrebbero fatto parte di un sistema organizzato, responsabile di maltrattamenti e uccisioni di animali, falsificazioni documentali, omissioni di controlli obbligatori e condotte corruttive, finalizzate a occultare violazioni gravi e reiterate della normativa vigente. Tra i capi d’accusa figurano associazione per delinquere, allevamento abusivo di animali da laboratorio, mancati controlli sanitari, detenzione in condizioni igieniche inaccettabili e l’uccisione di topi mediante decapitazione senza anestesia.
LNDC Animal Protection, rappresentata dall’avv. Michele Pezone, ha ritenuto doveroso presentarsi in aula vista la gravità delle contestazioni. L’associazione ricorda inoltre la propria esperienza in importanti procedimenti legati alla sperimentazione animale, come Green Hill, Aptuit Verona e il caso dei macachi dell’Università di Ferrara.

La presidente Piera Rosati ha dichiarato: “Le accuse contestate delineano un quadro di violazioni sistematiche e organizzate ai danni di animali destinati alla sperimentazione, pratica che continuiamo a considerare ormai obsoleta e da abolire a favore dell’utilizzo di metodi alternativi e sostitutivi. Fintanto però che si continuerà a utilizzare questo metodo di ricerca, è nostro dovere essere presenti in ogni sede e con ogni mezzo previsto dalla legge affinché venga affermato un principio fondamentale: il benessere animale non è un dettaglio, ma un obbligo legale e morale. Chi calpesta questi diritti deve rispondere delle proprie azioni“.
L’associazione sottolinea inoltre che, pur lavorando per il superamento totale della sperimentazione sugli animali, è necessario garantire controlli scrupolosi per prevenire nuovi episodi di maltrattamenti.
La prossima udienza è fissata per il 17 dicembre, quando il Tribunale di Catanzaro deciderà sulla costituzione di parte civile della LNDC. L’associazione continuerà ad aggiornare la cittadinanza sugli sviluppi di un processo che riporta al centro dell’attenzione pubblica il tema dei maltrattamenti e la necessità di verifiche indipendenti nelle strutture di ricerca.


















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