Ionio
Mare nostrum
Mandatoriccio: sequestrato il depuratore. Il sindaco «se l’anno prossimo ci saranno anche minime criticità mi dimetterò»
La Capitaneria di porto ha sequestrato l’impianto di depurazione dopo i malori tra i piccoli ospiti. Il primo cittadino Iozzi assume la custodia dell’impianto e fissa il termine di un anno per risolvere le criticità. Controlli congiunti di ASP e NAS scagionano le strutture ricettive

MANDATORICCIO (CS) – Esplode il caso legato alla tutela ambientale e alla salute pubblica sulla costa ionica cosentina. La Capitaneria di Porto ha posto sotto sequestro con facoltà d’uso il depuratore comunale di Mandatoriccio a seguito di accertati malfunzionamenti. Il sindaco Cataldo Iozzi, nominato custode giudiziario dell’impianto per garantire la continuità del servizio e l’avvio degli interventi correttivi, ha assunto un impegno formale e definitivo: “Se il prossimo anno il depuratore dovesse presentare anche le minime criticità, mi dimetterò da sindaco“.
«Si tratta di un sequestro con facoltà d’uso – precisa . Il sottoscritto è stato nominato custode giudiziario dell’impianto, che può quindi continuare a essere utilizzato regolarmente nel rispetto delle prescrizioni impartite. Nel frattempo attendiamo gli esiti degli esami, ma al momento non ci sono stati comunicati i tempi necessari per conoscerne i risultati». Il provvedimento lascia al Comune la facoltà d’uso dell’impianto. La struttura potrà quindi continuare a funzionare, pur restando sottoposta al vincolo e agli interventi necessari per superare le anomalie riscontrate.
Impianti di Mandatoriccio in tilt e il caso dei 25 bambini con gastroenterite
La decisione delle autorità giunge in un momento di forte tensione della comunità, innescata dal ricovero e dai malori che hanno colpito 25 bambini affetti da gastroenterite. Sebbene non vi sia ancora una correlazione clinica diretta e provata tra lo stato delle acque e i disturbi dei piccoli pazienti, i riflettori si sono accesi sulle infrastrutture fognarie locali. Il problema di fondo appare strutturale: l’impianto di Mandatoriccio, come molti altri nella regione, è dimensionato per la sola popolazione residente.
Durante la stagione estiva, l’afflusso turistico raddoppia o triplica la presenza sul territorio, provocando un inevitabile sovraccarico. A questo si aggiungono i mancati interventi straordinari necessari dopo gli eventi alluvionali passati e anni di disattenzione amministrativa accumulata durante il susseguirsi di diverse giunte e gestioni commissariali.

Il sopralluogo di Legambiente e le criticità sul torrente Armirò
Sul caso è intervenuto con fermezza il circolo Legambiente Nicà di Scala Coeli, guidato dal presidente Nicola Abruzzese. A seguito di un sopralluogo in località Mandatoriccio Mare, l’associazione ambientalista ha denunciato un “evidente malfunzionamento” e la fuoriuscita di fanghi con rischio di dispersione nell’ambiente. I rilievi hanno evidenziato la presenza di lavori di fortuna all’esterno dell’impianto per frenare la perdita dei liquami, giudicati insufficienti. Legambiente sollecita la realizzazione urgente di vasche di sedimentazione e decantazione per separare i fanghi dalla componente liquida.
L’associazione è in contatto con l’assessore regionale all’Ambiente, Antonio Montuoro, il quale ha garantito un intervento straordinario degli uffici regionali. Il sindaco Iozzi ha contemporaneamente richiesto l’intervento formale dell’ARPACAL per intensificare i campionamenti e le analisi su tutta l’area di sversamento interessata, a partire dal torrente Armirò.
Hotel Costa dello Ionio: “Piena estraneità ai fatti e controlli conformi”
Nel dibattito è intervenuta anche la Gestioni Turistiche S.r.l., società di gestione dell’Hotel Costa dello Ionio di Mandatoriccio, per smentire categoricamente qualsiasi legame tra l’attività ricettiva e i malori riscontrati. Dalle ispezioni approfondite condotte il 26 agosto 2026 da ASP di Cosenza (Servizio Veterinario, SIAN, Igiene e Sanità Pubblica) e dai Carabinieri del NAS nell’ambito della campagna “Estate Tranquilla”, non è emersa alcuna non conformità. I controlli su cucine, conservazione degli alimenti, parametri della piscina e protocolli HACCP hanno confermato il pieno rispetto delle normative, con esito del tutto regolare.
L’ASP ha inoltre specificato che i disturbi gastrointestinali riscontrati nei bambini sarebbero verosimilmente di origine virale. A tutela dei propri ospiti, la struttura alberghiera ha precisato di aver comunque distanziato la propria area ombrelloni a 700 metri dalla foce del torrente e si è riservata la tutela legale per eventuali accostamenti lesivi della propria immagine.
















Social