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Mare, l’assessore regionale all’Ambiente: «nessuna contaminazione microbiologica tra Lamezia e Diamante»

Calabria

I CAMPIONAMENTI

Mare, l’assessore regionale all’Ambiente: «nessuna contaminazione microbiologica tra Lamezia e Diamante»

I campionamenti effettuati da Arpacal tra sabato e domenica hanno rilevato parametri microbiologici conformi ai limiti di legge. L’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro: “Sul mare dobbiamo avere un approccio rigoroso”. Proseguono gli approfondimenti chimici e biologici

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CATANZARO – Dopo le segnalazioni sulle condizioni del mare e gli accertamenti di Arpacal, l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, commenta gli esiti delle attività svolte lungo la costa tirrenica calabrese. Le schiume e le chiazze superficiali osservate in alcuni tratti della costa tirrenica calabrese non rappresentano, sulla base dei dati finora disponibili, un indice di contaminazione microbiologica.

Questo è quanto emerge dalle attività di monitoraggio condotte in questi giorni da Arpacal, che ha ribadito come fenomeni apparentemente simili possano avere origini differenti e debbano essere valutati attraverso osservazioni sul campo, campionamenti e analisi di laboratorio.

Mare, l’assessore Montuoro: «i dati fanno chiarezza»

“Sul mare dobbiamo avere un approccio rigoroso: ogni segnalazione merita attenzione – dichiara l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro – ma sono i controlli e le analisi a dirci se siamo in presenza di un problema ambientale o sanitario. I risultati comunicati da Arpacal rappresentano, quindi, un elemento importante di chiarezza per cittadini, turisti e operatori“.

mare tirreno segnalazioni 02

I risultati dei campionamenti

Il dato più rilevante arriva dai campioni raccolti tra Lamezia e Diamante: “un dato particolarmente significativo – sottolinea Montuoro – arriva dai campionamenti effettuati tra sabato e domenica, da Lamezia Terme a Diamante: i parametri microbiologici analizzati sono risultati conformi ai limiti di legge. È un risultato che consente di ricondurre i fenomeni osservati alle dinamiche naturali dell’ambiente marino”.

Per l’assessore, i controlli effettuati confermano inoltre l’efficacia della strategia adottata dalla Regione Calabria per rafforzare il presidio del territorio: “abbiamo voluto aumentare concretamente la capacità di osservazione e di intervento sul territorio. Battelli, droni acquatici, laboratorio mobile e squadre tecniche consentono oggi di essere presenti lungo la costa, verificare direttamente le segnalazioni e produrre rapidamente dati scientificamente affidabili. È questo il modello che vogliamo consolidare: più presenza sul campo, più tecnologia, più conoscenza e maggiore trasparenza”.

Attenzione alle criticità

L’esito delle analisi, sottolinea Montuoro, non deve però tradursi in un abbassamento della guardia sulle pressioni antropiche che interessano il territorio. “Dire che un determinato fenomeno visibile non è indice di contaminazione microbiologica non significa sostenere che non esistano criticità da affrontare. Depurazione, scarichi, corsi d’acqua e corretta gestione dei rifiuti restano priorità sulle quali la Regione sta lavorando. Proprio per questo è essenziale distinguere le diverse situazioni sulla base delle evidenze, individuando le cause reali e concentrando gli interventi dove sono effettivamente necessari”.

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“La tutela del mare – conclude l’assessore – non si realizza attraverso allarmismi né minimizzando i problemi. Si realizza attraverso controlli, dati pubblici, prevenzione e interventi sulle fonti di pressione. La scelta della Regione è quella di investire sempre di più su questo modello, mettendo la conoscenza scientifica a disposizione delle istituzioni e soprattutto dei cittadini”.

Arpacal continuerà gli approfondimenti chimici e biologici e pubblicherà gli aggiornamenti nella sezione dedicata alla balneazione del proprio sito istituzionale. Gli stessi dati sono direttamente consultabili anche tramite l’app Calabriambiente.

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