Calabria
Schiume in mare
Mare in Calabria, Arpacal in campo anche con un drone acquatico: rimuove le schiume superficiali – VIDEO
Dalle segnalazioni all’intervento sul campo: i tecnici Arpacal impiegano la tecnologia robotica per intercettare le schiume a fior d’acqua e distinguere l’inquinamento dai fenomeni naturali legati al fitoplancton

COSENZA – Nuove tecnologie al servizio e a tutela del mare in Calabria. Proseguono a pieno ritmo lungo la costa le attività operative dei tecnici di Arpacal (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria), impegnati quotidianamente nel monitoraggio delle acque marine e in interventi mirati a tutela dell’ecosistema costiero. Tra le novità più rilevanti introdotte nell’armamento operativo dell’Agenzia spicca l’impiego di un drone acquatico ad alta precisione, dispositivo progettato per intervenire tempestivamente sulle fioriture e sugli accumuli superficiali.
Mare in Calabria: come funziona il drone acquatico di Arpacal
Il drone navale consente ai tecnici di raggiungere con estrema rapidità le aree marine interessate da addensamenti di materiale galleggiante, effettuando la rimozione meccanica diretta delle schiume presenti sullo specchio d’acqua. L’impiego del dispositivo robotico si affianca all’attività tecnico-scientifica di laboratorio. Quando vengono rilevate anomalie visive, i tecnici Arpacal procedono al campionamento e alle successive analisi chimico-biologiche. L’obiettivo primario è distinguere in tempi rapidi le reali criticità ambientali (legati ad esempio a scarichi o inquinamento) da fenomeni del tutto naturali, come la presenza di materiale organico sospeso o le periodiche proliferazioni fitoplanctoniche favorite dalle alte temperature estive.
Battelli e laboratori mobili per l’analisi delle acque
L’adozione del drone si inserisce in un piano di potenziamento strutturale della presenza dell’Agenzia lungo i litorali regionali. Attraverso l’azione combinata di battelli oceanografici, laboratori mobili di analisi rapida e dispositivi d’avanguardia, Arpacal sta convertendo le segnalazioni dei cittadini e le rilevazioni dirette in dati scientifici e interventi operativi immediati sul campo.

Fioritura microalgale e temperature elevate
Secondo quanto rilevato dai tecnici, le schiume e il cambio di colore della battigia sono dovuti all’azione combinata del moto ondoso e di un’intensa fioritura di microalghe marine. A scatenare la proliferazione algale sono stati diversi fattori ambientali concomitanti: elevate temperature stagionali, forte irraggiamento solare, scarso ricambio d’acqua nei tratti più riparati. In specifiche aree, l’alta concentrazione di clorofilla e la successiva decomposizione naturale delle microalghe conferiscono all’acqua le tipiche tonalità cromatiche che vanno dal verde al marrone.



















Social