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Mare verde e schiume sul Tirreno calabrese: l’Arpacal chiarisce «intensa fioritura di microalghe marine»
L’Agenzia regionale rassicura sui rincorsi fenomeni lungo le coste: le elevate temperature e il scarso ricambio d’acqua favoriscono la fioritura. Interventi con droni a Scilla e analisi in corso

COSENZA – Mare verde o dalle sfumature marroni e presenza di schiume in superficie lungo la costa tirrenica calabrese: un fenomeno che ha attirato l’attenzione di residenti e turisti in questi giorni di gran caldo. A chiarire l’origine della situazione è l’Arpacal (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria), che attraverso un resoconto dettagliato delle attività di monitoraggio ha spiegato le cause scientifiche del fenomeno, rassicurando gli utenti della costa.
Mare verde, le cause: fioritura microalgale e temperature elevate
Secondo quanto rilevato dai tecnici dell’Arpacal, le schiume e il cambio di colore della battigia sono dovuti all’azione combinata del moto ondoso e di un’intensa fioritura di microalghe marine. A scatenare la proliferazione algale sono stati diversi fattori ambientali concomitanti:
- Elevate temperature stagionali;
- Forte irraggiamento solare;
- Scarso ricambio d’acqua nei tratti più riparati.
In specifiche aree, l’alta concentrazione di clorofilla e la successiva decomposizione naturale delle microalghe conferiscono all’acqua le tipiche tonalità cromatiche che vanno dal verde al marrone.
Monitoraggi e prelievi: laboratori al lavoro anche nel weekend
L’Agenzia è impegnata su più fronti per garantire la sicurezza della stagione balneare. I tecnici stanno conducendo campionamenti microbiologici lungo la costa per accertare la salubrità delle acque di balneazione e analisi nei corsi d’acqua e foce, come nel caso del fiume Angitola, per valutare l’impatto dei nutrienti di origine antropica che alimentano la crescita delle alghe. Tutti i campioni vengono elaborati nei laboratori Arpacal — operativi anche nei giorni di sabato e domenica — e i dati aggiornati sono consultabili direttamente sul sito istituzionale dell’ente.
Tra le operazioni sul campo spicca l’intervento effettuato nella nota località turistica di Scilla, dove il personale ha impiegato un drone d’acqua per aspirare e rimuovere gli accumuli di schiuma superficiale, ripristinando in breve tempo la trasparenza dello specchio d’acqua.
L’appello dell’Arpacal: «Il mare ci restituisce le scelte della terra»
Oltre all’attività tecnica e di controllo, la nota dell’Arpacal si conclude con un richiamo alla responsabilità collettiva nei confronti della tutela ambientale. «Il monitoraggio e la conoscenza devono tradursi in azioni concrete per ridurre le pressioni ambientali che insistono sui nostri corsi d’acqua e sulle coste», si legge nella nota dell’ente. «La tutela del mare richiede l’impegno di tutte le istituzioni competenti: il mare ci restituisce ogni scelta che compiamo sulla terra». Secondo i dati ufficiali pubblicati nel report annuale di Arpacal (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria), lo stato di salute dei 670,9 chilometri di costa monitorati è straordinario: oltre il 93% delle acque analizzate ha ottenuto una classificazione tra “Eccellente” e “Buona”, con la classe regina che da sola sfiora il 90%.

Oltre il 93% delle acque del mare è al top
Il report dell’Arpacal sulla balneazione, pubblicato a giugno, promuove a pieni voti i 670 chilometri di costa della regione: la classe regina sfiora il 90% dei campionamenti. L’attività di controllo condotta dai tecnici Arpacal nel corso della stagione balneare precedente (i cui dati consolidati su base quadriennale determinano la classificazione 2026) è stata imponente. In totale sono state monitorate 649 acque di balneazione sparse su 114 Comuni costieri.

I numeri chiave della campagna di monitoraggio con i prelievi eseguiti secondo rigidi standard normativi (D.Lgs. 116/2008), a una profondità di circa 30 cm sotto il pelo dell’acqua e nella fascia oraria tra le 9:00 e le 16:00, integrando le analisi con il rilevamento dei parametri meteomarini: 4.179 campioni di routine analizzati durante la stagione, 150 campioni suppletivi e 8.658 determinazioni analitiche complessive incentrate sui due parametri microbiologici di legge: Escherichia coli ed Enterococchi intestinali.
La mappa della qualità: i dati per classe e chilometri di costa
I dati integrati dell’ultimo quadriennio mostrano una situazione di straordinaria stabilità e pulizia diffusa lungo tutto il litorale calabrese. Se guardiamo l’estensione lineare della costa, l’impatto visivo del report è netto:
| Classe di Qualità | Percentuale su Numero Acque | Percentuale su Chilometri di Costa | Status ai Fini della Balneazione |
| Eccellente | 89,21% | 90,15% | Pienamente idonea |
| Buona | 6,63% | 6,54% | Pienamente idonea |
| Sufficiente | 1,54% | 1,13% | Idonea (sotto osservazione) |
| Scarsa | 2,62% | 2,17% | Divieto temporaneo di balneazione |
Accorpando le classi “Eccellente” e “Buona” nella categoria di “Elevata Qualità”, emerge che il 97% dei chilometri di costa calabrese offre acque eccellenti per tuffarsi in totale sicurezza. Le criticità (pari ad appena il 2,17% di costa in classe “Scarsa”) rimangono isolate, ben identificate e circoscritte a specifiche aree antropizzate o foci di canali.

















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