Italia
Matrimoni in caduta libera: sempre meno nozze, sempre più tardi. E il rito civile domina
Nel 2024 continuano a diminuire i matrimoni in Italia: prevale il rito civile, cala nettamente quello religioso e ci si sposa sempre più tardi. In flessione anche unioni civili, separazioni e divorzi, secondo l’ultimo report Istat

ROMA – Ci si sposa meno, più tardi e quasi sempre in Comune. Matrimoni ancora in calo, 6 su 10 celebrati con rito civile, una battuta d’arresto anche per le seconde nozze, in lieve flessione i matrimoni misti, mentre aumentano i matrimoni tra stranieri e nuovi cittadini italiani. Ci si sposa sempre più tardi e diminuiscono anche le unioni civili, le separazioni e divorzi. Lo evidenzia l’Istat nel report ‘Matrimoni, Unioni Civili, Separazioni e Divorzi anno 2024’.
Matrimoni: ci si sposa meno e più tardi
In Italia nel 2024 sono stati celebrati 173.272 matrimoni, il 5,9% in meno rispetto al 2023. I matrimoni religiosi presentano un calo consistente rispetto all’anno precedente (-11,4%), accentuando una tendenza alla diminuzione in atto da tempo. Sono state celebrate 29.309 nozze con almeno uno sposo straniero (il 16,9% del totale dei matrimoni), con un decremento dell’1,4% rispetto al 2023.
Nei primi nove mesi del 2025 i dati provvisori indicano una nuova diminuzione dei matrimoni (-5,9%) rispetto allo stesso periodo del 2024. I primi matrimoni sono stati 130.488 nel 2024 (pari a -6,7% rispetto al 2023). L’età media alle prime nozze è di 34,8 anni per gli uomini e di 32,8 anni per le donne. Le unioni tra partner dello stesso sesso sono state 2.936 (-2,7%), il 54,8% costituite da uomini. Le separazioni sono state 75.014 (-9%) In calo anche i divorzi: sono stati 77.364 (-3,1%).

Crisi del sì: il Mezzogiorno è il più colpito
Nel 2024 la diminuzione dei matrimoni più consistente su base territoriale si osserva nel Mezzogiorno (-8,3%), quindi nel Centro (-5,0%) mentre nel Nord si ha una flessione meno accentuata (-4,3%). Secondo l’Istat ad influenzare il calo delle nozze è, in primo luogo, la riduzione della consistenza numerica delle generazioni più giovani, da attribuire alla denatalità persistente, a cui si aggiungono cambiamenti di natura culturale.
Circa otto matrimoni e otto unioni civili su 10 avvengono nel periodo che va da aprile a ottobre (nel caso dei matrimoni religiosi più di nove su 10). Si osservano poi, sottolinea l’Istat, due picchi legati anche alla mitezza del clima: uno a giugno e l’altro a settembre.

Il 46,2% delle nozze e delle unioni civili del 2024 (considerate nel loro complesso) sono avvenute di sabato. Nel 2024 il 61,3% dei matrimoni è stato celebrato con rito civile, in continuità con il valore dell’anno precedente (58,9%). Nel 2024, si sono celebrate solamente 42.784 seconde (o successive) nozze, con un calo del 3,5% che raggiunge il 4,5% considerando sposi che abbiano entrambi un matrimonio precedente alle spalle.
L’Italia si conferma meta del “turismo matrimoniale”: nel 2024 si rilevano 3.378 nozze tra sposi entrambi stranieri e non residenti, quasi il 2% di tutti i matrimoni. Le separazioni e i divorzi non avvengono più soltanto in tribunale: nel 2024 il 31,9% delle separazioni e più di un divorzio su tre si sono conclusi con procedura extragiudiziale, diffusa soprattutto nel Centro-Nord.




















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