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Maxi blitz contro il caporalato nel Cosentino dopo la strage di Amendolara: controlli su persone e aziende

Ionio

controlli a tappeto

Maxi blitz contro il caporalato nel Cosentino dopo la strage di Amendolara: controlli su persone e aziende

Operazione coordinata dalla Procura di Castrovillari nei territori tra Amendolara e Corigliano Rossano. Carabinieri in campo per controllare soprattutto i minivan carichi di lavoratori stagionali. identificati numerosi lavoratori

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COSENZA – Dalle prime ore di questa mattina è in corso una vasta operazione contro il caporalato che interessa tutta l’area della Sibaritide in provincia di Cosenza. Il maxi blitz scatta a una settimana di distanza dal tragico evento in cui quattro braccianti agricoli, tutti di origine straniera, sono stati arsi vivi ad Amendolara. Tra le piste seguite dagli inquirenti per quella strage c’è, infatti, anche quella del caporalato.

Caporalato: controlli in diversi comuni

Le operazioni odierne sono coordinate dalla Procura di Castrovillari, guidata dal procuratore capo Alessandro D’Alessio. Il blitz riguarda da vicino i territori di Amendolara, Villapiana, Cassano e Corigliano Rossano. L’intervento ha visto l’impiego di un cospicuo numero di forze dell’ordine. L’operazione sul territorio ha registrato in prima linea il coinvolgimento del Reparto territoriale dei Carabinieri di Corigliano Rossano e di Cassano allo Ionio. L’operazione, supportata dall’alto da un velivolo dell’8° Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia, ha preso di mira i flussi di minivan carichi di braccianti stranieri che, nel cuore della notte, si spostano verso i campi di Basilicata e Puglia per la raccolta stagionale

Elicottero Carabinieri

Contrasto allo sruttamento e tutela dei lavoratori

Oltre ad aver riscontrato le classiche infrazioni al Codice della Strada, come la guida senza patente o l’uso di permessi esteri non più validi per chi risiede in Italia da oltre un anno – l’operazione ha avuto un valore strategico fondamentale. Le informazioni raccolte sul campo serviranno a mappare l’effettiva portata del fenomeno in questo periodo dell’anno. L’attività di intelligence permetterà di calibrare interventi mirati per contrastare piaghe drammatiche come l’intermediazione illecita del lavoro e lo sfruttamento dei migranti, tutelando chi arriva in Italia e rischia di finire ostaggio di logiche di profitto senza scrupoli.

Monitoraggio su braccianti, permessi di soggiorno e aziende

I controlli sono stati predisposti per verificare in modo accurato la posizione dei cittadini stranieri presenti sul territorio della Sibaritide. L’attenzione degli investigatori si è focalizzata in particolar modo su tre aspetti ritenuti centrali: regolarità dei permessi di soggiorno, condizioni lavorative sul campo e sistemi di trasporto utilizzati dai braccianti per raggiungere i diversi luoghi di lavoro.

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Emanato un ordine di espulsione

Il dispositivo, che ha visto l’impiego di oltre 40 militari, ha permesso di monitorare da vicino il fenomeno del pendolarismo agricolo notturno nella Sibaritide. I risultati dei controlli hanno interessato: 25 minivan intercettati e ispezionati minuziosamente, 135 cittadini stranieri identificati, 10 persone sottoposte a fotosegnalamento a causa di forti dubbi sulla regolarità dei documenti esibiti. Notifica di diversi provvedimenti amministrativi e giudiziari pendenti: 1 ordine di espulsione firmato dal Questore, con l’obbligo di lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni, a carico di un cittadino extracomunitario.

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