Calabria
Pellet tarocco
Maxi sequestro di pellet in Calabria: scaduto da anni e con etichetta “ENplus A1” contraffatta
L’operazione della Guardia di Finanza ha portato alla scoperta di una filiera di vendita di pellet turco di bassa qualità, scaduto e con marchio di certificazione “ENplus A1” contraffatto. Denunciati due imprenditori

GIOIA TAURO (RC) – Un maxi sequestro di pellet di origine turca è stato eseguito dai militari della Guardia di Finanza nell’ambito di un’operazione contro le frodi commerciali nel settore dei combustibili. L’attività ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di pellet di bassa qualità (oltre 250 tonnellate), potenzialmente dannoso per l’ambiente e per la salute dei consumatori. L’operazione è stata condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Gioia Tauro e del Comando Provinciale di Lecce, al termine di una complessa indagine investigativa mirata a individuare e bloccare la commercializzazione di prodotti non conformi agli standard previsti.
Maxi sequestro di pellet diorigine turca non conforme
Le indagini sono state portate avanti dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Gioia Tauro e della Compagnia di Otranto, che sono riusciti a ricostruire una filiera di distribuzione di pellet proveniente dalla Turchia e destinato alla rivendita sul mercato italiano. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il prodotto sequestrato non rispettava gli standard qualitativi previsti dalla normativa nazionale e presentava diverse irregolarità. In particolare, sui sacchi di pellet mancavano le indicazioni relative all’importatore e le informazioni obbligatorie per il consumatore, elementi fondamentali per garantire la tracciabilità del prodotto.

Marchio di qualità “ENplus A1” contraffatto e pellet scaduto
Un altro aspetto emerso durante le indagini riguarda la presenza sui sacchi del marchio “ENplus A1”, risultato contraffatto. Questa certificazione internazionale rappresenta uno dei principali standard di qualità per il pellet, poiché garantisce controlli lungo tutta la filiera produttiva e assicura elevate prestazioni energetiche e sicurezza del prodotto. Secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle, il pellet sequestrato non solo non possedeva i requisiti previsti, ma risultava addirittura scaduto da diversi anni.
Due imprenditori denunciati
Al termine delle attività investigative, due imprenditori, uno di origine calabrese e l’altro salentino, sono stati segnalati alle Autorità giudiziarie competenti. Nei loro confronti vengono ipotizzati i reati di frode in commercio e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. L’operazione conferma l’impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alla diffusione di prodotti non genuini e potenzialmente pericolosi. Secondo gli investigatori, la commercializzazione di pellet non conforme rappresenta un rischio sia per la salute pubblica sia per l’ambiente, oltre a creare una concorrenza sleale nei confronti delle aziende che operano nel rispetto delle regole.

















Social