Calabria
L'INCHIESTA
Mazzette e appalti pilotati all’Asp, scoperchiata la truffa delle forniture sanitarie: 13 indagati
Inchiesta della Guardia di Finanza guidata dal procuratore Guarascio. Ex funzionari dell’azienda sanitaria e imprenditori accusati di corruzione e capitolati “su misura”: documentate tangenti per oltre 45mila euro

CROTONE – Un presunto e rodato sistema di corruzione e malaffare legato alle gare d’appalto per le forniture sanitarie in provincia di Crotone è stato scoperchiato dai finanzieri del Comando Provinciale di Crotone che nella mattinata di oggi hanno notificato 13 avvisi di conclusione delle indagini preliminari, emessi dalla Procura della Repubblica di Crotone guidata dal procuratore Domenico Guarascio.
Gli indagati sono ritenuti responsabili, secondo la prospettiva accusatoria, di una serie indeterminata di reati di corruzione (anche in forma associata) legati a procedure di gara indette tra il 2019 e il 2021 dalle principali strutture sanitarie della provincia, per la fornitura di prodotti sanitari, per un valore complessivo che supera i 3 milioni di euro.

Corruzione per le forniture sanitarie: indagati funzionari, imprenditori e professionisti
Il complesso degli elementi raccolti sull’indagine che ha al centro la truffa delle forniture sanitarie ha evidenziato il coinvolgimento, di pubblici funzionari, al tempo in servizio all’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone, imprenditori e professionisti tutti a vario titolo implicati nelle dinamiche di manipolazione delle procedure di aggiudicazione. Secondo quanto emerso dalle indagini in più occasioni sarebbe stata accertata l’anticipazione dei documenti di gara, la condivisione di informazioni riservate concernenti le determinazioni delle stazioni appaltanti, nonché la materiale predisposizione dei capitolati e dei disciplinari tecnici con l’intervento diretto dei referenti delle imprese da avvantaggiare.
Sarebbero stati ricostruiti, altresì, accordi corruttivi che prevedevano l’elargizione di controprestazioni monetarie, determinate nel loro importo in misura percentuale rispetto al valore delle commesse e, in molti casi, mascherate da fittizie prestazioni di consulenza. Al riguardo, nel corso delle indagini sono state monitorate e documentate mazzette di denaro, il cui ammontare complessivo, supera i 45mila euro.


















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