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Medici in pensione richiamati al lavoro, Guccione «una “patacca” propagandistica»

Calabria

Medici in pensione richiamati al lavoro, Guccione «una “patacca” propagandistica»

La decisione del Consiglio regionale di estendere fino a 72 anni l’attività dei medici accende la polemica. Guccione “una norma già prevista a livello nazionale che non risolve l’emergenza sanitaria in Calabria”

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medici pensione - Carlo Guccione

COSENZA – Carlo Guccione Direzione Nazionale del PD attacca duramente il richiamo in servizio dei medici in pensione «nell’ultima seduta del Consiglio regionale non è stata scritta una bella pagina. Che senso ha legiferare per far rimanere i medici al lavoro fino a 72 anni, quando questa stessa norma, già prevista, a livello nazionale, per l’anno2025, è in via di proroga anche per l’anno 2026, giusto l’emendamento, richiesto anche dalla Conferenza Stato-Regioni, e inserito nel testo “milleproroghe“, ormai prossimo all’approvazione?».

Medici in pensione, al lavoro fino a 72 anni. Guccione “autentica patacca”

Guccione parla di «improvvisazione e trovate propagandistiche» con le quali «si cerca di tamponare la grave emergenza sanitaria calabrese. Sapendo, fra l’altro, di compiere atti legislativi illegittimi, visto che la Calabria non ha la gestione e la potestà legislativa in materia sanitaria, essendo, ancora dopo 15 anni, commissariata e in piano di rientro».

Carlo Guccione - medici

«A che gioco giochiamo?»

«Mi sarei aspettato un atteggiamento diverso da coloro i quali occupano i banchi dell’opposizione, i quali avrebbero avuto modi e argomenti per dimostrare che questo provvedimento legislativo è una vera e propria patacca, essendo questa norma già in vigore per il 2025 e tra qualche giorno, con legge nazionale, prorogata fino alla fine del 2026».

«Negli ultimi 5 anni, nel corso dei quali Occhiuto è stato eletto Presidente e nominato Commissario, dotato, attraverso i decreti Calabria, di poteri straordinari e di maggiori risorse, nulla è stato fatto per un investimento serio nell’organizzazione delle strutture sanitarie e ospedaliere calabresi per renderle competitive sia sul piano professionale e sia sul piano del potenziamento dei servizi territoriali, tesi a garantire i LEA, che, in questi ultimi anni, sono ancora sotto soglia».

«A conferma di ciò – conclude Carlo Guccione – gli ospedali calabresi, così per come ha sentenziato AGENAS nel suo recente monitoraggio, sono ultimi in Italia sia per qualità sia per prestazioni. E, allora, la condivisibile dichiarazione del capogruppo alla Provincia di Cosenza, Giuseppe Ciacco, è la dimostrazione che nel Partito democratico sulla sanità occorre cambiare rotta: non ci può essere un’iniziativa solo in vista di scadenze elettorali ed è necessario mettere in campo una proposta capace di far capire ai Calabresi che è possibile una sanità che garantisca le cure e il diritto costituzionale alla salute».

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