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Medicina rigenerativa: salvata la gamba ad un 19enne, il precedente di Maria Antonietta Rositani

Calabria

NUOVA SPERANZA

Medicina rigenerativa: salvata la gamba ad un 19enne, il precedente di Maria Antonietta Rositani

Il caso sarà presentato al congresso della Sime a Roma. Il giovane ha evitato l’amputazione grazie a un innovativo trattamento già utilizzato sulla donna sopravvissuta ad un tentato femminicidio

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sime 2026 medicina rigenerativa

ROMA – Una nuova speranza arriva dalla medicina rigenerativa. Un giovane di 19 anni, vittima di un gravissimo incidente agricolo che gli aveva quasi amputato una gamba, è riuscito a evitare la perdita dell’arto e a recuperare una buona qualità della vita grazie a un innovativo protocollo terapeutico. Il caso clinico sarà presentato oggi durante il congresso della Sime, la Società Italiana di Medicina Estetica, in corso a Roma.

Il drammatico incidente e il rischio di perdere la gamba

Il protagonista della vicenda è Giuseppe, 19 anni, rimasto gravemente ferito mentre lavorava nei campi. Secondo quanto ricostruito, il giovane era alla guida di un trattore quando il mezzo agricolo si è improvvisamente ribaltato, scaraventandolo fuori dal sedile di guida. Durante la caduta, il pantalone da lavoro è rimasto impigliato nella motozappa collegata al trattore, che continuava a essere in funzione. Lo scarpone, il piede e il polpaccio destro del ragazzo sono stati devastati dalle lame del mezzo agricolo, provocando lesioni gravissime e il rischio concreto di amputazione dell’arto inferiore destro.

I numerosi interventi chirurgici

Dopo l’incidente, Giuseppe è stato sottoposto a una lunga serie di interventi di chirurgia vascolare, ortopedica e plastica nel tentativo di salvare la gamba. Nonostante gli sforzi dei medici, il quadro clinico appariva estremamente complesso.

“È arrivato alla mia osservazione nel 2023 – spiega Salvatore Marafioti, specialista ambulatoriale in chirurgia generale presso l’ospedale di Melito Porto Salvo –. Era presente una lesione profonda nella parte anteriore, dove il tessuto osseo appariva esposto con una ferita molto estesa. L’osso era ben visibile poiché il tessuto che normalmente lo copre risultava mancante”. Il giovane presentava inoltre gravi difficoltà nei movimenti, soprattutto a livello della caviglia destra.

dott. Salvatore Marafioti medicina rigenerativa

La terapia di medicina rigenerativa

A quel punto è stato avviato un protocollo di medicina rigenerativa basato su una metodologia chiamata Biodermogenesi. Il trattamento utilizza tre differenti tipi di stimolazione: vacuum, campi elettromagnetici ed elettroporazione. Per Giuseppe sono state previste dodici sedute terapeutiche con cadenza settimanale. Secondo i medici, i risultati ottenuti con la medicina rigenerativa sono stati sorprendenti. “A sorpresa sono migliorati tutti i parametri presi in esame e, soprattutto, l’aspetto funzionale ed estetico”, sottolinea ancora Marafioti.

Il precedente di Maria Antonietta Rositani

La stessa metodologia era già stata utilizzata con risultati positivi nel caso di Maria Antonietta Rositani, la donna sopravvissuta nel 2019 a un tentato femminicidio da parte dell’ex marito, che tentò di ucciderla dandole fuoco. La vittima aveva riportato ustioni di terzo grado sull’80% del corpo. Grazie al trattamento di medicina rigenerativa, era riuscita a recuperare sia sul piano estetico che nella capacità di deambulazione.

Maria Antonietta Rositani2 medicina rigenerativa

Secondo Maurizio Busoni, docente del Master di Medicina Estetica dell’Università di Barcellona, questa esperienza apre nuove prospettive anche sul fronte della rigenerazione dei tessuti profondi. Il caso di Giuseppe, infatti, “dimostra la possibilità di stimolare anche la rigenerazione di muscoli e tendini”.

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