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Test di Medicina, semestre filtro nel caos: parte il ricorso collettivo. Granata: «Meccanismo confuso»

Calabria

Test di Medicina, semestre filtro nel caos: parte il ricorso collettivo. Granata: «Meccanismo confuso»

L’avvocato Danilo Granata si fa promotore dell’iniziativa volta a tutela numerosi studenti, soprattutto calabresi, rimasti esclusi e profondamente delusi da un sistema che avrebbe dovuto garantire meritocrazia e che invece ha prodotto incertezza, disuguaglianze e gravi criticità

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COSENZA – Partono i ricorsi contro i nuovi test di Medicina, l’ormai famoso semestre filtro diffusamente criticato, che permette da quest’anno l’accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia. A farsi promotore dell’iniziativa è l’avvocato Danilo Granata che annuncia l’avvio di un ricorso collettivo a tutela dei numerosi studenti, in particolare calabresi, rimasti esclusi e profondamente delusi da un sistema che avrebbe dovuto garantire meritocrazia e che invece ha prodotto incertezza, disuguaglianze e gravi criticità.

“Non possiamo accettare che il futuro di migliaia di giovani venga deciso da un meccanismo confuso, opaco e privo di reali garanzie di equità” afferma il legale, sottolineando come il semestre filtro si sia trasformato in una selezione ancora più penalizzante rispetto ai tradizionali test di ingresso.

Secondo l’avvocato Granata molti studenti hanno affrontato mesi di studio intenso senza conoscere con chiarezza i criteri di valutazione, le modalità di selezione e i parametri che avrebbero determinato l’esclusione o la prosecuzione del percorso universitario: “Le prove sostenute hanno evidenziato domande ambigue, talvolta errate o comunque non coerenti con i programmi effettivamente svolti, con valutazioni sproporzionate che non hanno premiato il merito reale” spiega, evidenziando come il sistema abbia finito per escludere anche studenti preparati e motivati, affidando il loro futuro a meccanismi poco trasparenti e disorganizzati.

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Medicina ed il ricorso collettivo: “Studenti calabresi i più pensalizzati”

Particolarmente critica appare la situazione degli studenti calabresi, che si sono trovati a subire una penalizzazione ulteriore legata al contesto territoriale e alla disomogeneità dell’offerta formativa: È inaccettabile che l’accesso a una professione fondamentale come quella medica venga condizionato dal luogo di provenienza, soprattutto in una regione che soffre una drammatica carenza di personale sanitario», osserva Granata, richiamando il principio costituzionale del diritto allo studio e dell’uguaglianza sostanziale tra gli studenti.

Il ricorso collettivo che sta per partire, spiega il legale, è finalizzato a consentire agli studenti esclusi di proseguire gli studi in Medicina, contestando la legittimità del semestre filtro e le modalità con cui è stato applicato: “Non si tratta di cercare scorciatoie, ma di tutelare giovani che hanno investito tempo, energie e risorse economiche e che oggi rischiano di vedere compromesso il proprio futuro per colpa di un sistema inefficiente e iniquo” precisa l’avvocato.

“La battaglia legale va avanti”

L’obiettivo dell’azione giudiziaria è evitare che questi studenti perdano un anno di vita e di formazione, restituendo certezze a un percorso che dovrebbe fondarsi su criteri chiari, trasparenti e realmente meritocratici. “Occorre una revisione profonda del modello di accesso a Medicina, perché così com’è concepito il semestre filtro non ha risolto i problemi, ma li ha aggravati, producendo esclusioni arbitrarie e nuove disuguaglianze” conclude Granata, annunciando che la battaglia legale andrà avanti per garantire il diritto degli studenti a costruire il proprio futuro senza essere vittime di sperimentazioni fallimentari.

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