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Minacce, aggressioni ed estorsioni nella tendopoli, scatta l’arresto

Calabria

Minacce, aggressioni ed estorsioni nella tendopoli, scatta l’arresto

Un uomo originario del Ghana è stato arrestato perchè indiziato per i reati di atti persecutori e tentata estorsione aggravata dall’uso di armi. Aveva messo in atto un vero e proprio sistema estorsivo continuativo nei confronti di un connazionale

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SAN FERDINANDO (RC) – Un clima di paura costante, minacce quotidiane e richieste di denaro imposte con la forza. Una lunga sequenza di soprusi, iniziati nel 2025 per un dissidio che è poi sfociato in un vera e proprio escalation di intimidazioni e violenza.

È quanto hanno ricostruito i Carabinieri della Stazione di San Ferdinando in merito ad un uomo originario del Ghana che vive nella tendopoli cittadina raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palmi. L’uomo è ritenuto gravemente indiziato dei reati di atti persecutori e tentata estorsione aggravata dall’uso di armi.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi diretta dal dott. Emanuele Crescenti, è stata avviata a seguito della denuncia fatta da un connazionale dell’indagato che ha raccontato in maniera dettagliata quanto avesse subito in questi mesi. L’uomo, in base alle ricostruzioni, avrebbe fatto irruzione nella tenda della vittima danneggiandone i beni e minacciandola di morte brandendo un’accetta.

Minacce e vessazioni, in atto un sistema estorsivo continuativo

Le indagini hanno delineato un quadro particolarmente grave: l’indagato, spesso armato di machete, coltelli o accette, avrebbe imposto il pagamento quotidiano di somme comprese tra i 50 e i 100 euro, qualificandole come una sorta di “affitto”. Il mancato versamento del denaro avrebbe comportato minacce, aggressioni verbali e il divieto di dormire nella propria tenda o di ospitare altre persone, trasformando di fatto il rapporto in un sistema estorsivo continuativo.

Non solo richieste di denaro, ma anche comportamenti umilianti e atti intimidatori volti a soggiogare psicologicamente la vittima, costretta a vivere in uno stato permanente di ansia e timore. La paura di ritorsioni l’avrebbe spinta a modificare radicalmente le proprie abitudini quotidiane, evitando persino di allontanarsi o di lasciare incustodito il proprio alloggio.

Il sequestro e l’arresto

Determinante, ai fini del quadro indiziario, il sequestro dell’accetta utilizzata per le minacce, rinvenuta dai Carabinieri nel corso di una perquisizione. Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, per tutelare l’incolumità della persona offesa e prevenire ulteriori condotte violente.

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