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Modena, tra gli eroi che hanno fermato El Koudr anche l’avvocato Luigi Chiarello originario di Campana

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Modena, tra gli eroi che hanno fermato El Koudr anche l’avvocato Luigi Chiarello originario di Campana

Il professionista originario di Campana ha inseguito l’aggressore armato dopo l’attacco nel centro di Modena: decisivo l’intervento dei passanti per bloccare Salim El Koudri ed evitare conseguenze ancora più gravi

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Luigi Chiarello

MODENA – Un pomeriggio di shopping e passeggiate si è trasformato in pochi secondi in uno scenario di terrore nel cuore di Modena. Sabato 16 maggio 2026, intorno alle 16:30, una Citroen lanciata a folle velocità ha fatto irruzione nella zona a traffico limitato (Ztl) di via Emilia Centro, all’altezza di largo Porta di Bologna, falciando i pedoni.  Tra i tanti frame che hanno segnato i drammatici momenti successivi alla follia avvenuta nei giorni scorsi a Modena, dove un auto si è letteralmente lanciata su alcuni pedoni, una in particolare continua a emergere nelle ricostruzioni: quella di Luigi Chiarello, avvocato originario di Campana, nel Cosentino, che si lancia all’inseguimento dell’uomo armato subito dopo l’investimento avvenuto nel centro cittadino.

Secondo quanto ricostruito attraverso video diffusi online e testimonianze raccolte dagli investigatori, sarebbe stato proprio il legale modenese uno dei primi cittadini a intervenire per tentare di bloccare Salim El Koudri durante la fuga a piedi. Dopo aver travolto alcuni passanti con l’auto e seminato il panico tra la folla, l’aggressore avrebbe cercato di allontanarsi armato di coltello ferendo un cittadino che aveva provato a sbarrargli la strada, prima di essere definitivamente immobilizzato dalla folla e dagli agenti di Polizia.

Il tentativo di fermare l’aggressore

Chiarello, senza cercare riparo, si sarebbe avventato sull’uomo nel tentativo di immobilizzarlo e disarmarlo. Ne sarebbe nata una colluttazione concitata, avvenuta mentre El Koudri continuava a correre tra le strade del centro. Durante lo scontro, il giovane avrebbe sferrato un fendente contro l’avvocato. La lama ha squarciato la giacca del professionista senza però raggiungere il corpo.

Un dettaglio che lo stesso Chiarello ha raccontato con forte emozione, spiegando di aver temuto il peggio quando ha visto il sangue sui vestiti, salvo poi scoprire di non essere stato ferito. La fuga dell’aggressore sarebbe durata meno di cento metri. Subito dopo il primo intervento di Chiarello, altri passanti sono accorsi per aiutare a fermare l’uomo, contribuendo a immobilizzarlo fino all’arrivo delle forze dell’ordine.

Modena

La reazione dei cittadini e il grazie di Sergio Mattarella

Tra coloro che hanno partecipato al fermo vengono indicati anche Luca Signorelli e due cittadini di origine egiziana, padre e figlio, presenti nella zona al momento dei fatti. Una reazione corale che, secondo molti testimoni, avrebbe evitato conseguenze ancora più gravi. Il gesto dei cittadini intervenuti è stato riconosciuto pubblicamente anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha espresso vicinanza alla comunità modenese e gratitudine verso chi ha contribuito a fermare l’aggressore.

Gli investigatori stanno continuando a ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto attraverso filmati, immagini di videosorveglianza e testimonianze. La storia personale di Luigi Chiarello lega la Calabria all’Emilia-Romagna. La sua famiglia è originaria di Campana, piccolo centro dell’entroterra cosentino, mentre oggi esercita la professione forense nel Modenese, dove è conosciuto come avvocato stimato.

Il padre, Pasquale Chiarello, ha prestato servizio nell’Arma dei carabinieri ricoprendo incarichi di comando tra la Val Sesia e il territorio modenese. Un percorso familiare che avrebbe contribuito a trasmettere al figlio un forte senso civico e istituzionale. Dopo l’aggressione, numerosi messaggi di solidarietà sono arrivati all’avvocato e agli altri cittadini che hanno partecipato al fermo dell’uomo.

Modena attentano Chiarello

Le parole dell’avvocato Luigi Chiarello 

A distanza di ore dai fatti, Chiarello ha raccontato lo shock vissuto durante quei momenti drammatici: affrontare un uomo armato di coltello, ha spiegato, è stata un’esperienza difficile da elaborare. L’avvocato ha ricordato soprattutto l’istante in cui si è accorto che la lama aveva colpito la giacca senza penetrare nel braccio: un episodio che gli ha fatto comprendere quanto il rischio corso fosse reale. Nonostante il sollievo per l’assenza di ferite, resta la consapevolezza di aver vissuto una situazione traumatica che ha profondamente colpito anche la sua famiglia. Il suo intervento, insieme a quello degli altri passanti, ha però contribuito a evitare che il bilancio dell’aggressione di Modena potesse trasformarsi in una tragedia ancora più grave.

 

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