Provincia
Monte Cocuzzo: Legambiente «rimuovere con urgenza i manufatti in cemento, scempio ambientale»
La richiesta del circolo Legambiente Serre Cosentine ai Comuni di Fiumefreddo Bruzio, Longobardi e Mendicino per restituire decoro a uno dei panorami più suggestivi della costa tirrenica

COSENZA – Il Circolo Legambiente Serre Cosentine lancia un appello ai Comuni di Fiumefreddo Bruzio, Longobardi e Mendicino affinché si intervenga con urgenza sulla cima del Monte Cocuzzo. Al centro della richiesta, la rimozione dei manufatti in cemento presenti nell’area, ormai abbandonati da decenni.
Legambiente, manufatti su Monte Cocuzzo: “scempio ambientale”
Secondo l’associazione ambientalista, tali strutture rappresentano “un evidente elemento di degrado ambientale e paesaggistico”. Non usa mezzi termini Legambiente, che definisce la situazione “un vero e proprio scempio che contrasta fortemente con la bellezza e la suggestione del contesto naturale”. Il Monte Cocuzzo domina l’intera catena costiera paolana ed è considerato uno dei punti panoramici più affascinanti del territorio, meta privilegiata per chi cerca natura incontaminata e viste mozzafiato.

Negli ultimi anni, la zona ha registrato un aumento significativo di visitatori: escursionisti, appassionati di trekking e amanti della natura scelgono sempre più spesso questo luogo per la sua unicità paesaggistica. Tuttavia, la presenza dei manufatti in cemento compromette l’esperienza di fruizione e l’integrità visiva di un sito di grande valore ambientale.

Area vincolata, intervento ancora più necessario
Un ulteriore elemento sottolineato da Legambiente riguarda il vincolo paesaggistico che insiste sull’area. Una condizione che rende ancora più urgente un intervento di ripristino e valorizzazione, nel pieno rispetto delle normative vigenti e della tutela del patrimonio naturale. Il Circolo Legambiente Serre Cosentine invita le amministrazioni comunali coinvolte ad agire in modo congiunto per avviare le procedure necessarie alla rimozione delle strutture e alla riqualificazione dell’area per restituirle “il decoro e la dignità che merita”.





















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