Area Urbana
casi in aumento
Morbillo a Cosenza: boom di casi. Piano di prevenzione dell’Asp con controlli, vaccini e inchieste epidemiologiche
A fronte all’aumento dei casi segnalati nelle ultime settimane a Cosenza e provincia, l’Asp ha attivato un piano di risposta che include indagini epidemiologiche, vaccinazioni di recupero e sorveglianza rafforzata nelle scuole e nei luoghi di lavoro

COSENZA – Morbillo a Cosenza, aumentano i casi soprattutto nei bambini e anche l’accesso accesso al pronto Soccorso. A fronte di un incremento osservato nei contagi, il Dipartimento di prevenzione dell’Asp di Cosenza ha attivato e rafforzato tutte le misure di sanità pubblica previste dalla normativa vigente, mettendo in campo un sistema di risposta articolato su più livelli: dall’indagine epidemiologica caso per caso, alla profilassi dei contatti, fino alle campagne di recupero vaccinale.
Morbillo a Cosenza: gestione dei casi e indagini epidemiologiche
Per ogni caso segnalato, sono state condotte approfondite inchieste epidemiologiche con l’obiettivo di identificare tempestivamente i contatti stretti e interrompere la catena di trasmissione del virus. Le persone interessate e i loro contatti hanno ricevuto indicazioni puntuali sulle misure di prevenzione da adottare, mentre ai soggetti suscettibili è stata offerta in modo attivo la vaccinazione.

Scuole e ambienti di lavoro: controlli rafforzati
La risposta del Dipartimento si è estesa anche ai contesti collettivi dove il rischio di diffusione è più elevato. Nei luoghi di lavoro, i datori di lavoro sono stati invitati a collaborare attivamente nella sorveglianza sanitaria dei contatti e nella diffusione di informazioni preventive, facilitando l’accesso alle misure di profilassi disponibili. Nelle scuole, i dirigenti scolastici sono stati chiamati a rafforzare la vigilanza sullo stato vaccinale degli studenti e a garantire il rispetto delle disposizioni normative in materia di obbligo vaccinale.
Sono stati distribuiti opuscoli informativi sulla gestione e prevenzione delle principali malattie infettive diffusive. Le istituzioni scolastiche hanno ricevuto materiali informativi specifici e sono state invitate a verificare le coperture vaccinali degli studenti, in applicazione della normativa vigente sull’obbligo vaccinale.

Campagne di recupero vaccinale
Saranno attivate nei prossimi mesi iniziative di recupero vaccinale rivolte a diverse coorti di popolazione non adeguatamente immunizzate. L’intervento si inserisce in un quadro più ampio di azioni raccomandate anche dal Ministero della Salute per il contenimento del morbillo sul territorio nazionale. Il Dipartimento di prevenzione intende raggiungere in particolare i soggetti che, per varie ragioni, non hanno completato il ciclo vaccinale o non si sono mai vaccinati, rendendo l’accesso alla profilassi il più semplice e capillare possibile.
Perché vaccinarsi rimane la scelta più importante
Le autorità sanitarie dell’ASP ribadiscono con chiarezza: la vaccinazione contro il morbillo è sicura ed efficace e rappresenta la misura più importante per proteggere sé stessi e la collettività, in particolare i soggetti più vulnerabili — bambini molto piccoli, donne in gravidanza e persone immunocompromesse che non possono ricevere il vaccino.
Il morbillo non è una malattia benigna: può causare complicanze gravi come polmonite, encefalite e, nei casi più rari, conseguenze permanenti. La prevenzione attraverso la vaccinazione rimane lo strumento più efficace a disposizione. “Il Dipartimento di prevenzione continuerà a monitorare attentamente la situazione epidemiologica e a mettere in atto tutte le azioni necessarie per contenere la diffusione della malattia”.
Nel 2025 in Calabria l’incidenza più alta di contagi
Anche lo scorso anno, in base ai dati dell’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, era delineato un quadro critico nella nostra regione con il dato più elevato d’Italia: 33,6 casi per milione. Segnale inequivocabile di come fosse bassa percentuale di vaccinati che lasciava spazio alla circolazione del virus. La vulnerabilità della popolazione era evidente soprattutto nelle fasce più fragili: l‘incidenza più alta si registrava tra i bambini da 0 a 4 anni, con numeri preoccupanti anche tra i piccoli sotto l’anno di età. Sebbene il 13,4% dei casi fosse d’importazione, la rapidità con cui il virus si diffondeva a livello locale, confermava che le barriere immunitarie erano insufficienti a bloccare i focolai.

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Morbillo yn virus “instancabile”
Nonostante sia spesso considerato una banale malattia dell’infanzia, il morbillo resta una delle infezioni più contagiose al mondo. Causato da un virus a RNA (famiglia dei Paramyxoviridae), può colpire a qualsiasi età con complicazioni non trascurabili. Capire come riconoscerlo e come proteggersi è fondamentale per la salute pubblica. Secondo il rapporto dell’ISS non ha bisogno di contatti stretti per diffondersi: viaggia nell’aria attraverso le goccioline che emettiamo tossendo o starnutendo.
Ha una contagiosità record: una persona infetta può contagiare il 90% di chi le sta intorno, se non immunizzato. È inoltre resistente e può sopravvivere nell’aria o sulle superfici fino a due ore. Si è contagiosi già 4 giorni prima che appaiano le macchie sulla pelle, e lo si resta per i 4 giorni successivi.
I sintomi: dal “finto raffreddore” all’esantema
Il morbillo non si presenta subito con le macchie. L’infezione segue tappe precise.
L’incubazione: Per circa 10-12 giorni non si avverte nulla
I primi segnali: Tutto inizia con febbre molto alta (anche sopra i 39°C), tosse secca, naso che cola e occhi arrossati
Il segno premonitore: In questa fase compaiono spesso le macchie di Koplik, piccoli puntini bianco-bluastri all’interno della bocca (vicino ai molari)
L’eruzione cutanea: Dopo un paio di giorni, ecco l’esantema tipico. Parte dal viso e dal collo per scendere, in tre giorni, su tutto il corpo

Perché non va sottovalutato: le complicanze
Nella maggior parte dei casi il morbillo si risolve in due settimane, ma circa il 30% dei malati può andare incontro a complicazioni. I soggetti più a rischio sono i bambini sotto i 5 anni, gli adulti sopra i 20 e le persone con difese immunitarie fragili. Le conseguenze possono essere serie: dalle più comuni come otite e diarrea, alle più gravi come la polmonite (principale causa di morte) o l’encefalite, un’infiammazione del cervello che può lasciare danni permanenti.
L’unica vera arma: il vaccino
L’unico modo per fermare il morbillo è la prevenzione. Il vaccino (spesso somministrato come MPR insieme a parotite e rosolia) è sicuro, economico e usato con successo da 60 anni. Il piano vaccinale in Italia prevede due dosi (a 12 mesi e a 5 anni).


















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