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Giallo sulla morte del brigadiere Mastroianni: eseguita l’autopsia ma restano molti interrogativi

Calabria

Le indagini

Giallo sulla morte del brigadiere Mastroianni: eseguita l’autopsia ma restano molti interrogativi

Dall’orario del decesso ai controlli precedenti ai telefoni da analizzare: la Procura di Lamezia apre un’inchiesta su una vicenda che continua a sollevare dubbi

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LAMEZIA TERME – È stata eseguita l’autopsia sul corpo del brigadiere dei carabinieri Battista Mastroianni, 38 anni, originario di Lamezia Terme e residente nella frazione Acquafredda, morto dopo essersi tolto la vita – secondo la versione ufficiale resa nota dai carabinieri – in seguito a un controllo effettuato da alcuni colleghi che lo avevano invitato a seguirli in caserma. Ma una serie di elementi sarebbero ancora poco chiari. Oggi intanto, alle 15, si terranno i funerali nella Chiesa della Madonna del Miracolo ad Acquafredda.

La morte di Mastroianni: l’autopsia e l’inchiesta della Procura

L’esame autoptico è stato eseguito ed entro 60 giorni il medico legale dovrà depositare la relazione alla Procura di Lamezia Terme, che ha formalmente aperto un’inchiesta, almeno per il momento, contro ignoti. Attraverso i propri legali la famiglia del militare ha chiesto alla Procura che vengano accertati l’orario esatto della morte e l’esecuzione della prova dello stub sul corpo del brigadiere. Secondo quanto ricostruito il brigadiere in servizio a Bovalino, quella sera era stato fermato dai colleghi per un controllo. Era in abiti civili, nei pressi della propria autovettura – una Grande Punto grigia – in un’area periferica del centro di Lamezia.

morte battista mastroianni

Secondo quanto emerso non si trovava all’interno dell’auto e si sarebbe qualificato, secondo la ricostruzione dei carabinieri, come militare dell’Arma. E’ stato poi invitato a seguire i colleghi della Compagnia di Lamezia in caserma, per chiarire i motivi della sua presenza in quel luogo con la propria vettura. Sempre secondo la versione ufficiale fornita dai carabinieri, durante il tragitto, all’altezza di via delle Terme, Mastroianni si sarebbe accostato a lato della strada e avrebbe compiuto l’insano gesto utilizzando la propria pistola d’ordinanza.

Ciò che non è chiaro è il motivo per cui Mastroianni sarebbe stato invitato a recarsi in caserma. Inoltre il militare sarebbe stato sottoposto ad un altro controllo nelle ore precedenti. Sono in corso accertamenti tecnici sui telefoni in uso al militare per ricostruire contatti, messaggi e spostamenti prima del decesso e sono al vaglio anche le immagini di videosorveglianza e gli approfondimenti sulle autovetture collegate ad alcune targhe che, secondo quanto ricostruito, sarebbero state rinvenute durante la perquisizione dell’auto. Un mosaico complesso, fatto di domande ancora senza risposta.

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