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Morte Serafino Congi, la madre contro le istituzioni: «Non mi farò zittire, voglio la verità»

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LE ACCUSE

Morte Serafino Congi, la madre contro le istituzioni: «Non mi farò zittire, voglio la verità»

La signora Rosa Nigro denuncia non solo le carenze del sistema sanitario, ma anche il clima di ostilità istituzionale che la sua ricerca di giustizia sta riscontrando. Pesanti le accuse mosse verso i vertici politici locali

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serafino congi

SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – Ad oltre un anno dalla morte di Serafino Congi che ha perso la vita dopo aver atteso per oltre tre ore nell’ospedale di San Giovanni in Fiore, di essere trasferito a Cosenza, la mamma Rosa Nigro rompe il silenzio.

In una nota, piena di dolore e amarezza, la signora denuncia non solo le carenze del sistema sanitario, ma anche il clima di ostilità istituzionale che la sua ricerca di giustizia sta riscontrando. Le accuse mosse dalla mamma di Congi sono pesanti e riguardano in primisi vertici politici locali.

Serafino Congi, l’accusa della madre nei confronti di Rosaria Succurro

Rosa Nigro riferisce pubblicamente di aver ricevuto messaggi da parte dell’ex sindaca Rosaria Succurro. Secondo quanto dichiarato dalla donna, le sarebbe stato contestato di “prestarsi a strumentalizzazioni politiche”. Un’accusa che la signora Nigro respinge con sdegno: “Come se la morte di mio figlio fosse un pretesto e non la tragedia che ha distrutto la mia vita. Hanno cercato di mettermi a tacere, pensando che il dolore mi rendesse debole, ma si sbagliano”.

Ma non è tutto. La signora Nigro riferisce che la consigliera regionale l’avrebbe accusata di “essere caricata da qualcuno”. Rosa senza remore aggiunge: “Come se per se il dolore per la perdita di un figlio non fosse sufficiente a portare una mamma ad esporsi e a lottare per avere giustizia, per riuscire a capire cosa sia andato in tilt il 4 gennaio del 2025 nella Sala Operativa del 118”.

“Assenza totale delle istituzioni”

La famiglia di Serafino Congi, inoltre, denuncia anche la “totale assenza di vicinanza da parte delle istituzioni comunali”. In particolare, viene contestata la scelta “di non proclamare il lutto cittadino” interpretata come la volontà di “stendere un velo pietoso per non sollevare questioni scomode sulla gestione della sanità locale e sullo stato di abbandono degli ospedali.

Per tutti questi motivi Rosa Nigro ha fatto sapere di aver coinvolto la locale stazione dei Carabinieri, riservandosi di sporgere formale querela per tutelare la propria posizione e la memoria del figlio. “Non permetterò a nessuno di calpestare la memoria di Serafino per difendere la propria immagine politica”, ha ribadito con forza.

Serafino Congi

Il grazie alla cittadinanza

L’unico ringraziamento da parte della mamma di Serafino Congi va a tutta la cittadinanza di San Giovanni in Fiore “per l’immenso affetto dimostrato, che contrasta con il gelo istituzionale percepito”. La battaglia di Rosa Nigro non è solo una ricerca di pace privata, ma una richiesta di dignità per l’intera comunità, affinché nessun altro cittadino debba soccombere a causa di un sistema sanitario inefficiente e di un potere che tenta di silenziare il dissenso.

Il post social: “nulla potrà dissuadermi dal pretendere Giustizia”

Il grido di dolore di Rosa Nigro si è esteso anche tramite i social. Un lungo post, quello redatto dalla mamma di Serafino Congi, nel quale chiede giustizia e verità per la morte del figlio. “Perdere un figlio è un dolore innaturale, perderlo per un infarto dopo 3 ore di attesa in un ps è un’ingiustizia che lacera l’anima. Serefino non se n’è andato perché aveva un male incurabile, se n’è andato per un sistema sanitario che non ha saputo proteggerlo” dice.

Il mio non è desiderio di vendetta, ma di Giustizia. Lo devo a lui, lo devo a tutti voi, affinché nessun’altra mamma debba vivere questo strazio. Ci saremmo aspettati vicinanza dalle istituzioni, in qualunque altro comune, i rappresentanti dei cittadini si sarebbero stretti attorno a quella bara, invece abbiamo trovato freddezza e distacco. Neanche lutto cittadino, come si volessi stendere un velo pietoso sulla vicenda per non disturbare chi comanda, una narrazione falsa, continuano a descrivere una realtè ospedaliera che non esiste, ignorando lo stato di abbandono in cui siamo costretti a curarci, ma la cosa più grave è stata ricevere ms minacciosi e subdoli dall’ex sindaca Succurro”.

ospedale san giovanni in fiore serafino congi

“Mi si accusa di prestarmi a strumentalizzazione politica, come se la morte di mio figlio fosse un pretesto e, non la tragedia che ha distrutto la mia vita. Hanno cercato di mettermi a tacere, ma non ci riusciranno. Pensano che il dolore mi renda debole, si sbagliano” aggiunge con fermezza la mamma di Serafino Congi.

“Ho anche investito la locale stazione dei carabinieri, riservandomi di sporgere querela. Non petmetterò a nessuno di calpestare la memoria di SERAFINO, per difendere la loro immagine politica. Grazie alla popolazione per l affetto immenso che ci state dimostrando,la vostra vicinanza è l unico calore difronte a tanto gelo istituzionale. SERAFINO, merita Verità, la nostra comunità merita dignità. Nessuno potrà restituirmelo non ci sarà pace, ma nulla potrà dissuadermi dal pretendere Giustizia. Senza Tregua, fino a quando non ci saranno le risposte dovute”.

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