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Paola, morte sospetta in ospedale di una donna: 10 medici indagati tra chirurghi, radiologi e anestesisti

Cronaca

Paola, morte sospetta in ospedale di una donna: 10 medici indagati tra chirurghi, radiologi e anestesisti

Sotto inchiesta l’iter ospedaliero di una 90enne: dal ricovero all’ospedale di Paola al decesso avvenuto nel nosocomio di Castrovillari

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CASTROVILLARI (CS) – Morte sospetta in ospedale: la Procura della Repubblica di Castrovillari ha iscritto dieci medici nel registro degli indagati a seguito della morte di una donna di 90 anni, avvenuta lo scorso 8 febbraio. L’inchiesta, che coinvolge chirurghi, radiologi e anestesisti dell’ospedale di Paola, mira a fare luce su una catena di eventi iniziata con un ricovero per dolori addominali e terminata tragicamente nel nosocomio di Castrovillari.  La donna era stata ricoverata il 31 gennaio all’ospedale San Francesco per forti dolori toracici e addominali.

Dal ricovero a Paola al decesso a Castrovillari

Dopo un primo inquadramento cardiologico, una TAC avrebbe evidenziato un quadro clinico più grave. Secondo i familiari, l’intervento chirurgico d’urgenza sarebbe stato effettuato però solo una settimana dopo, nonostante il peggioramento delle condizioni. Dopo l’operazione, la paziente avrebbe avuto necessità di Terapia Intensiva, ma per la mancanza di posti disponibili a Cetraro il trasferimento è avvenuto solo il giorno successivo presso l’ospedale Pasquale Ferrari. Durante il trasporto le condizioni della donna sarebbero ulteriormente peggiorate e, nonostante un secondo intervento, è deceduta poche ore dopo.

morte sospetta in ospedale

Morte sospetta in ospedale: disposta l’autopsia

Sulla morte indaga la Procura del Pollino, che ha iscritto dieci sanitari nel registro degli indagati per responsabilità colposa, atto necessario in vista dell’autopsia. L’inchiesta dovrà chiarire eventuali ritardi, errori diagnostici (I parenti sostengono che, nonostante il progressivo peggioramento e le continue richieste di consulto con il reparto di Chirurgia Generale, l’intervento d’urgenza sia stato eseguito solo sabato 7 febbraio, a distanza di una settimana dal primo ingresso in ospedale) e l’incidenza del trasferimento tardivo sull’esito fatale.

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