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Ancora morti sul lavoro in Calabria, CGIL: «Il bilancio continua ad aggravarsi. Più ispettori e controlli»

Calabria

LA DENUNCIA

Ancora morti sul lavoro in Calabria, CGIL: «Il bilancio continua ad aggravarsi. Più ispettori e controlli»

Il sindacato denuncia ancora una volta la situazione del lavoro in Calabria: “Un sistema che continua a mettere il profitto davanti alla vita delle persone” e chiede di rafforzare controlli e responsabilità lungo tutta la catena degli appalti e dei subappalti

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Morti_lavoro

COSENZA – La CGIL Calabria torna a far sentire la propria voce in merito al cresecente numero delle vittime sul lavoro in regione. “A nemmeno due giorni dalla marcia silenziosa contro le morti bianche che abbiamo tenuto con gli altri sindacati confederali a Catanzaro, il bilancio delle vittime continua ad aggravarsi” dice il sindacato esprimendo vicinanza alle famiglie e profondo cordoglio per le due nuove vittime sul lavoro avvenute oggi. Si trattta  dell’operaio Domenico Vescio, vittima di un grave incidente nei giorni scorsi a Fuscaldo e di un operaio di 63 anni a Monterosso.

Morti sul lavoro in Calabria, CGIL: “Profitto davanti la vita delle persone”

“E purtroppo se non si mette mano al sistema, tragedie come queste continueranno ad accadere. – tuona la CGIL – Le ragioni sono da ritrovarsi, infatti, in un sistema che continua a mettere il profitto davanti alla vita delle persone, che considera la sicurezza un costo da tagliare e i lavoratori numeri sacrificabili dentro la giungla degli appalti e dei subappalti. La Calabria conosce bene questa realtà: precarietà, lavoro povero, ricatti occupazionali, dumping contrattuale e appalti costruiti sul massimo ribasso producono condizioni insostenibili e alimentano un modello che troppo spesso genera sfruttamento e vittime”.

Morti sul lavoro manifestazione

La raccolta firme per la proposta di legge

Per questo la CGIL Calabria rilancia con ancora maggiore determinazione la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti. “Una battaglia di civiltà – dice il sindacato – che punta a cancellare la logica del massimo ribasso, a rafforzare controlli e responsabilità lungo tutta la catena degli appalti e dei subappalti, a garantire trasparenza, legalità, piena applicazione dei contratti, diritti, formazione e sicurezza”.

“Più controlli, ispettori e pene severe”

Servono più ispettori, più controlli, investimenti sulla prevenzione, formazione continua e pene severe per chi viola le norme sulla sicurezza. Ma serve soprattutto una scelta politica chiara: mettere al centro il lavoro dignitoso e sicuro. Non possiamo accettare che si continui a morire per portare a casa uno stipendio. La CGIL Calabria continuerà a mobilitarsi nelle piazze, nei luoghi di lavoro e nei territori – conclude – affinché questa strage venga fermata, perché morire di lavoro non è fatalità”.

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