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Tre morti sul lavoro in 2 giorni, il grido dei sindacati: «Scia di sangue da fermare, urge una svolta radicale»

Calabria

L'APPELLO

Tre morti sul lavoro in 2 giorni, il grido dei sindacati: «Scia di sangue da fermare, urge una svolta radicale»

Unanime l’appello dei sindacati, Uil, Cisl e Fillea Cgil che chiedono che “lavoro dignitoso” non sia solo uno slogan e che, dunque, la sicurezza sul lavoro diventi una priorità assoluta

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Morti_lavoro

COSENZA – Ancora morti sul lavoro. La Calabria piange tre vittime, morte mentre lavoravano. Una vera tragedia che si è consulata in soli 2 giorni. Prima il 46enne deceduto ad Anoia superiore dopo essere caduto dal terzo piano di un abitazione, poi il 53enne schiacciato da una gru a Francavilla Angitola, nel Vibonese, e questa mattina un giovane di appena 23 anni travolto da una colonna di cemento sul lungomare di Paola, nel Cosentino.

Molti sul lavoro in Calabria, La Cisl: “Serve svolta radicale”

Una scia di sangue che racconta ancora il lato oscuro del lavoro. Di fronte a queste tragedie i sindacati hanno fatto sentire la propria voce. La Cisl calabrese parla di “ecatombe. Una scia di sangue che va fermata. Occorre una svolta radicale. Settori diversi, contesti diversi, ma una stessa causa: la carenza di tutele reali sulla salute e sicurezza“.

Maltempo, Lavia (Cisl): “serve una nuova stagione contro il dissesto idrogeologico"

La Cisl calabrese “esprime il suo cordoglio alle famiglie, chiedendo che possa essere fatta piena luce sull’accaduto e accertate le responsabilità. Di fronte a queste tragedie – dichiara il segretario generale, Giuseppe Lavia – è evidente come le crepe dell’attuale sistema di prevenzione e di controlli siano enormi. Dinnanzi a questa autentica vergogna nazionale, serve una svolta radicale, che passa dal potenziamento immediato del numero di ispettori, da un più forte coordinamento degli Enti proposti, da un rafforzamento della prevenzione e da un innalzamento della qualità della formazione. Adesso è il momento del dolore, ma è anche il tempo di intervenire concretamente a tutti i livelli. – conclude – Il tema della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro deve essere la priorità ad ogni livello istituzionale”.

L’appello della Uil: “No alle morti bianche”

Mariaelena Senese, segretaria generale della Uil Calabria dice: “Non ci rassegniamo alla logica delle morti bianche come prezzo da pagare. Non possiamo stare in silenzio. E non basta un grido d’allarme. Serve un processo legislativo serio, responsabile e partecipato. Non vogliamo scorciatoie”.

Senese Mariaelena Uil Calabria

Le tre morti “sono giunte a poco più di una settimana dalla manifestazione nazionale dei sindacati per la Festa dei Lavoratori. In Calabria, i sindacati avevano scelto di trovarsi nell’area del Porto di Gioia Tauro. Il tema scelto per celebrare il Primo maggio è stato il ‘Lavoro dignitoso’, un titolo che stride con la dura cronaca di questi giorni: Non possiamo parlare di lavoro dignitoso — prosegue Senese — in una regione dove si continua a morire. Abbiamo un problema drammatico e persistente. Si tratta, spesso, di precarietà, di assenza di controlli, di formazione inadeguata, di filiere degli appalti che diventano catene di responsabilità spezzate, dove a rimetterci è sempre l’anello più debole: il lavoratore”.

L’appello ad Occhiuto: “Aprire un tavolo tecnico regionale”

“Chiediamo al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto e all’assessore Giovanni Calabrese – continua la segretaria della Uil – di riaprire quel tavolo tecnico regionale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Un tavolo che non sia di rappresentanza ma un calendario di lavori, con obiettivi misurabili e risorse reali. Il Sud non sia territorio di diritti ridotti, ma laboratorio di legalità e sicurezza. La Calabria sta investendo miliardi. Non può farlo senza rafforzare le tutele della vita di chi quei cantieri li realizza. – conclude – Chi governa e chi gestisce la cosa pubblica deve scegliere da che parte stare”.

Fillea Cgil: “Sicurezza sul lavoro deve diventare una priorità assoluta”

Di “Ennesima ‘strage’ annunciata” parla il segretario generale della Fillea Cgil Calabria, Simone Celebre esprimendo “dolore, rabbia e profondo cordoglio” per le morti. Il sindacato dice: “Non possiamo più parlare di fatalità. È un vero e proprio operaicidio che continua a consumarsi nel silenzio generale, mentre lavoratori e lavoratrici continuano a uscire di casa senza avere la certezza di farvi ritorno. Queste persone sono vittime del dovere, cadute mentre svolgevano il proprio lavoro, spesso in condizioni difficili, sotto pressione, tra appalti, subappalti, ritmi insostenibili e controlli insufficienti. Ogni volta assistiamo allo stesso copione, cordoglio, dichiarazioni di circostanza, tavoli istituzionali, promesse. Poi tutto torna come prima, fino al prossimo morto. Basta slogan. Basta passerelle. Basta tavoli inutili regionali che non producono alcun cambiamento reale”.

Fillea Cgil Simone Celebre 1

Secondo la Fillea calabrese, “serve una presa di coscienza collettiva e immediata. Serve il coraggio di dire che la sicurezza sul lavoro deve diventare una priorità assoluta e non un costo da comprimere. Bisogna aumentare i controlli nei cantieri. Rafforzare gli organici ispettivi. Garantire una formazione vera e continua. Fermare la logica del massimo ribasso e pretendere il rispetto rigoroso delle norme di sicurezza in ogni appalto pubblico e privato. Non si può continuare a morire nel 2026 per guadagnarsi da vivere. La Calabria sta pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane e dignità del lavoro”.

Ogni morte sul lavoro – sottolinea Celebre – rappresenta una sconfitta per le istituzioni, per le imprese che non investono in sicurezza e per un sistema che troppo spesso considera la prevenzione un fastidio burocratico invece che un dovere morale e civile”. La Fillea Cgil Calabria chiede che venga fatta piena luce su quanto accaduto e che siano accertate rapidamente eventuali responsabilità. Ma soprattutto chiede che questa lunga scia di sangue venga fermata subito: “Perché – conclude – dietro ogni casco c’è una persona, una famiglia, una vita che non può essere sacrificata sull’altare del profitto e dell’indifferenza”.

UGL: “Indietro sul tema della sicurezza del lavoro”

Anche Paolo Capone, segretario generale UGL, si è espresso in merito inviando “le più sentite condoglianze alle famiglie e ai colleghi dei lavoratori che hanno perso la vita in Calabria”, oltre che  in Veneto.

“In data odierna si celebra la giornata dell’Europa ma purtroppo dobbiamo constatare che in tema di sicurezza sul lavoro, siamo ancora molto indietro. Non è più ammissibile dover ogni volta commentare queste tragedie, si deve agire.”. L’UGL, dice il segretario, ribadisce “l’assoluta necessità di potenziare i controlli attraverso l’incrocio di banche dati ed effettuare, concretamente, rigorose verifiche nei cantieri. Chiediamo che si investa, con continuità, su formazione, prevenzione per incrementare quella cultura della sicurezza che è ancora latente”.

“Se vogliamo contrastare il fenomeno delle morti bianche, – conclude – è fondamentale che istituzioni e parti sociali avviino uno sforzo congiunto, perché il lavoro non può diventare una condizione di pericolo”.

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