Italia
Morto a 83 anni Graziano Mesina, l’ex primula rossa del banditismo sardo era stata scarcerato ieri

MILANO – È morto a 83 anni Graziano Mesina che proprio ieri era stato scarcerato dopo che era stata accolta l’istanza di differimento pena per motivi di salute presentata al tribunale di sorveglianza di Milano dalle avvocate, Beatrice Goddi e Maria Luisa Vernier lasciando il carcere di Opera nel quale era detenuto da due anni.

L‘ex primula rossa del banditismo sardo si trovava all’ospedale San Paolo di Milano dove era stato trasferito. “Fino all’ultimo Graziano Mesina è rimasto in carcere. Su di lui c’è stato una sorta di accanimento” ha detto all’ANSA una delle sue avvocate, Beatrice Goddi, che insieme a Maria Luisa Vernier ha seguito l’ex primula rossa del banditismo sardo nelle sue vicende giudiziarie. Siamo molto dispiaciute e anche contrariate perché si poteva scarceralo prima, almeno un mese fa – aggiunge – oggi ci stavamo preparando per andare a trovarlo con alcuni familiari e organizzare il suo trasferimento in Sardegna, invece c’è stato questo epilogo”.
Graziano Mesina, soprannominato “Grazianeddu”
Mesina è stato uno dei banditi più noti della Sardegna del dopoguerra, diventando simbolo del banditismo sardo e della sua complessa relazione con la cultura e la società isolana. Nato nel 1942 a Orgosolo, nel cuore della Barbagia, Graziano Mesina era il penultimo di undici figli. La sua carriera criminale iniziò a soli 14 anni con l’arresto per porto abusivo di pistola e oltraggio a pubblico ufficiale. Nel corso degli anni, è stato coinvolto in numerosi sequestri di persona, tra cui quelli di Capelli, Campus, Petretto, Canetto, Papandrea e altri, guadagnandosi il soprannome di “primula rossa” del banditismo sardo. Nel 1992, Mesina fu coinvolto come mediatore nel sequestro del piccolo Farouk Kassam, un bambino di 7 anni rapito a Porto Cervo. Mesina ha sempre sostenuto che la polizia pagò un riscatto per la liberazione del bambino, circostanza smentita dalle ricostruzioni ufficiali.
La grazia ottenuta da Ciampi
Nel 2004, dopo aver scontato oltre 40 anni di carcere, Mesina ottenne la grazia dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Tornato a Orgosolo, intraprese la carriera di guida turistica, accompagnando i visitatori alla scoperta dei luoghi impervi della Barbagia, spesso teatro delle sue latitanze. Nel 2013 fu nuovamente arrestato per traffico di droga e condannato a 30 anni di reclusione. La grazia concessa nel 2004 gli fu revocata, ma nel 2019 venne scarcerato per decorrenza dei termini, in quanto le motivazioni della sentenza d’appello non erano ancora state depositate.



















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