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Edgardo Greco è morto in carcere a 66 anni. Per l’ex latitante cosentino fatale un arresto cardiaco

Area Urbana

arrestato nel 2023

Edgardo Greco è morto in carcere a 66 anni. Per l’ex latitante cosentino fatale un arresto cardiaco

Il 66enne, condannato all’ergastolo per un duplice omicidio e detenuto nel penitenziario di Corbas era in attesa di estradizione. Disposta un’autopsia dalla Procura di Lione per chiarire le cause del decesso

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Edgardo greco latitante

SAINT-ÉTIENNE – Edgardo Greco, ex affiliato alla ’ndrangheta e arrestato nel 2024 a Saint-Étienne , è morto ieri nel penitenziario di Corbas a causa di un arresto cardiaco. A riferirlo è il suo avvocato, interpellato dall’agenzia France Presse, confermando la scomparsa del 66enne cosentino mentre si trovava detenuto in attesa dell’estradizione verso l’Italia.

Morte Edgardo Greco: disposta l’autopsia

Secondo la ricostruzione, il decesso è avvenuto domenica mattina: intorno alle otto il compagno di cella si è accorto che Greco era in preda a un malore e ha immediatamente lanciato l’allarme. «Il massaggio cardiaco effettuato prima dalle guardie e poi dai soccorritori non è bastato a riportarlo in vita», ha dichiarato il suo legale, l’avvocato David Metaxas David Metaxas.

La Procura di Lione Lione ha disposto un’autopsia per accertare le cause esatte del decesso. Negli ultimi anni aveva presentato diversi ricorsi per chiedere la scarcerazione del suo assistito per motivi di salute: Greco era infatti «indebolito da una malattia oncologica» e avrebbe avuto «recenti episodi di malessere», ha spiegato il legale. «L’unica consolazione – ha aggiunto – è che non avrebbe voluto tornare in Italia, dove riteneva che la sua vita fosse in pericolo».

Condannato all’ergastolo in Italia per un duplice omicidio

Edgardo Greco era stato condannato all’ergastolo in Italia per il duplice omicidio dei fratelli Bartolomeo e Giuseppe Antonio Mirabelli, che risale al 5 gennaio del 1991 e per il tentato omicidio di Emiliano Mosciaro compiuto a Cosenza il 21 luglio dello stesso anno. Delitti maturati nell’ambito della guerra di ‘ndrangheta, fra la cosca Pino-Sena e quella Perna-Pranno che ha insanguinato il territorio cosentino nei primi anni 90. 

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Dopo una lunga latitanza, prima in Germania e poi in Francia, nel 2023 Edgardo Greco era stato individuato dalla polizia francese grazie a un’operazione condotta in collaborazione con i Carabinieri nell’ambito del progetto I-CAN Progetto, la rete internazionale contro la ’ndrangheta promossa da Interpol. Nato il 7 giugno 1959, Greco viveva da anni sotto falsa identità con il nome di “Paolo Dimitrio” e lavorava come pizzaiolo in diversi locali di Saint-Étienne, con un passaggio anche alla gestione di un proprio ristorante tra il 2021 e il 2022, come confermato da documenti e testimonianze raccolti dall’agenzia France Presse.

Nel 2024 l’autorizzazione all’estradizione dell’ex latitante

Nel 2024 la giustizia francese aveva autorizzato l’estradizione e, a inizio 2025, il governo di Parigi aveva firmato il via libera definitivo al trasferimento in Italia per l’esecuzione della condanna. La morte in cella ha interrotto quel percorso, chiudendo una lunga vicenda giudiziaria e investigativa che aveva riportato alla luce uno dei latitanti più ricercati della criminalità organizzata calabrese.

Chi era Edgardo Greco

Ritenuto affiliato alla ‘ndrina Perna-Pranno, egemone a Cosenza e provincia come accertato nell’esito del procedimento “Garden”, conclusosi alla fine degli anni 90, all’esito dei diversi gradi di giudizio del maxi processo “Missing”, è stato ritenuto corresponsabile dell’imboscata costata la vita il 5 gennaio del ’91, ai fratelli Bartolomeo che ambivano ad una maggiore “autonomia” e considerazione nell’ambito delle cosche cosentine.

I due sono stati trucidati a colpi di spranga, all’interno di una pescheria all’epoca nella disponibilità dei fratelli Mario e Pasquale Pranno, e i loro cadaveri venivano fatti sparire e mai più ritrovati. Il delitto dei fratelli Bartolomeo, segnò la svolta per l’inizio del pentimento di alcuni collaboratori di giustizia storici, appartenenti al gruppo Perna-Pranno, anche loro con idee scissioniste e per questo, per paura di essere uccisi, iniziarono il percorso collaborativo con la giustizia.

Edgardo Greco era latitante e risultò irreperibile dal 10 ottobre 2006, quando si era sottratto all’esecuzione della misura cautelare in carcere, emessa dal GIP distrettuale di Catanzaro, nell’ambito del maxi processo  “Missing”, che ricostruiva alcuni dei fatti di sangue che avevano caratterizzato, nei primi anni 90, i due clan cosentini.

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